ku kluz klan
Regole della sezione
- Vietate categoricamente discussioni e messaggi riguardanti politica e religione.
- Evitare l'apertura di discussioni e sondaggi del tipo "mi sta bene questo taglio di capelli?", "che dentifricio usate?" e altre banalità simili.
- Le discussioni che non rispettano le regole suddette, usano linguaggio e toni giudicati non adatti, saranno chiuse dal Gruppo Forum senza preavviso con eventuali provvedimenti sanzionatori.
- Per il resto, è sempre valido il regolamento del forum.
-
gyanny
ku kluz klan
premetto che non sono un fanatico della politica,ed in effetti non vado più a votare da 10 anni. sono convinto che tanto cambiano i ca**i ma i c**i sempre quelli rimangono.
detto questo,mi devo sfogare!!
allora,stavo cenando tranquillamente con mia moglie e mia figlia,e,mentre un orecchio ascoltava mia figlia raccontare il suo pomeriggio al parco,l'altro era teso al tg della lombardia. ad un certo punto sono trasalito! un senso di disgusto misto a rabbia e sconcerto mi ha assalito, quando è partito un servizio riguardo ad una proposta avanzata da un'esponente della lega nord,che, mi pare,deve in qualche modo far parte della giunta che governa milano. tale matteo salvini!
sentite!
sto st****o (non trovo altro modo per definirlo),ha proposto di riservare dei vagoni della metropolitana milanese esclusivamente hai cittadini milanesi. vietandone così l'utilizzo a cittadini stranieri ( certo ci sono cittadini stranieri e cittadini stranieri) che a quanto pare sono ,nella sua testa bacata,indegni di sedere accanto ad un milanese. ora mi domando come sia possibile che un figuro del genere possa sedere nel consiglio di giunta che governa una città come milano! ma soprattutto come sia possibile che alcuni milanesi, dall'alto della loro superiorità,reclamata da sto st****o, siano stati così sventati da assegnare il loro voto a un figuro del genere, gettando nello sconforto il resto della città, che certo non si meritava simil sciagura!
detto questo,mi devo sfogare!!
allora,stavo cenando tranquillamente con mia moglie e mia figlia,e,mentre un orecchio ascoltava mia figlia raccontare il suo pomeriggio al parco,l'altro era teso al tg della lombardia. ad un certo punto sono trasalito! un senso di disgusto misto a rabbia e sconcerto mi ha assalito, quando è partito un servizio riguardo ad una proposta avanzata da un'esponente della lega nord,che, mi pare,deve in qualche modo far parte della giunta che governa milano. tale matteo salvini!
sentite!
sto st****o (non trovo altro modo per definirlo),ha proposto di riservare dei vagoni della metropolitana milanese esclusivamente hai cittadini milanesi. vietandone così l'utilizzo a cittadini stranieri ( certo ci sono cittadini stranieri e cittadini stranieri) che a quanto pare sono ,nella sua testa bacata,indegni di sedere accanto ad un milanese. ora mi domando come sia possibile che un figuro del genere possa sedere nel consiglio di giunta che governa una città come milano! ma soprattutto come sia possibile che alcuni milanesi, dall'alto della loro superiorità,reclamata da sto st****o, siano stati così sventati da assegnare il loro voto a un figuro del genere, gettando nello sconforto il resto della città, che certo non si meritava simil sciagura!
Re: ku kluz klan
Non abito a Milano, ma posso ben immaginarmi che il motivo sia dato dal comportamento degli extra-communitari che utilizzano i mezzi in questione....come sia possibile che alcuni milanesi, dall'alto della loro superiorità,reclamata da sto st****o, siano stati così sventati da assegnare il loro voto a un figuro del genere, gettando nello sconforto il resto della città, che certo non si meritava simil sciagura!
Non me ne meraviglierei affatto.
Ti riporto quello che scrive Panorama:
...Ma la prima proposta sul tema deve essere accreditata a Raffaella Piccinni, una delle candidate alle prossime provinciali per la Lega. Parlando della qualità dei mezzi di trasporto cittadini, la Piccinni aveva parlato della possibilità di riservare un vagone alle sole donne (idea che è stata già attuata in altre città europee) ma poi aggiunge che sarebbe opportuno anche un vagone per soli extracomunitari aggiungendo che “poi arriverà Franceschini, con il mocassino, a dire che stiamo ghettizzando”. Stando a quanto riportato dal Giornale, la richiesta di un vagone per sole donne, ed eventualmente per soli extracomunitari, è spiegata secondo Piccinni dal fatto che “ci sarebbe più sicurezza, non ci sarebbe quello che ti affianca e si struscia”. “Ho preso una volta la metropolitana” ha spiegato “e sembra l’inferno”.
Ma anche quella, come spiegava Piccinini, fondatrice del Sindacato autonomo dei tassisti professionisti, era una provocazione, per far scendere i politici nel mondo reale, obbligandoli a prendere coscienza di quella che è la realtà”. E a chi parla di “stelle sul petto” e “razzismo”, la candidata del Carroccio risponde che “il vero razzismo è quello dei politici verso gli italiani”....
(La Lega provoca: i posti in metrò riservati ai milanesi)
E questa è la 'difesa' di Salvini (Rainews24):
Travolto dalle critiche l’esponente leghista ha replicato: "Chi critica e non ha mai usato i bus della 90, la 91 o la 64 parla a vanvera. Oppure la linea gialla della metropolitana in alcune ore della sera. Sono linee che la gente fatica a prendere". E a Brandirali, che lo accusa di inviare messaggi disediducativi a scopi elettorali, replica: "Prenda una di quelle linee a rischio e cambierà idea".
(La provocazione di Salvini della Lega)
Il problema si pone oggi per il lassismo in materia di immigrazione dei decenni scorsi.
E non ci voleva molto a prevederlo.
Ultima modifica di mcz il giovedì 7 maggio 2009, 20:41, modificato 1 volta in totale.
- swalf
- Entusiasta Emergente

- Messaggi: 1123
- Iscrizione: sabato 19 maggio 2007, 19:33
- Desktop: Gnome 2.x/Shell
- Distribuzione: Debian 6.0/Arch
- Località: Muggiò (MI)
- Contatti:
Re: ku kluz klan
Problema reale, soluzione sicuramente sbagliata...
La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. - Albert Einstein
-
giasone.argo
Re: ku kluz klan
swalf ha scritto: Problema reale, soluzione sicuramente sbagliata...
idem ::)
- luca1202
- Entusiasta Emergente

- Messaggi: 2005
- Iscrizione: giovedì 27 novembre 2008, 19:38
- Desktop: GNOME Shell
- Distribuzione: Ubuntu 19.10
- Sesso: Maschile
- Località: Ferrara
- Contatti:
Re: ku kluz klan
voi come lo risolvereste?carlotux ha scritto:swalf ha scritto: Problema reale, soluzione sicuramente sbagliata...
idem ::)
- piero_tasso
- Scoppiettante Seguace

- Messaggi: 250
- Iscrizione: sabato 17 maggio 2008, 19:36
- Desktop: Unity 3d
- Distribuzione: Ubuntu 11.10 64bit
- Contatti:
Re: ku kluz klan
Uso spesso sia autobus che treni, entrambi molto frequentati da gente straniera. Non vedo il problema, in realtà...
a meno che il problema non sia quello delle persone che parlano a voce alta urlano al cellulare e simili... cosa fa un extracomunitario sul bus? importuna la gente?
davvero non capisco. E sì, la proposta della Lega rientra nel razzismo, è abbastanza chiaro
a meno che il problema non sia quello delle persone che parlano a voce alta urlano al cellulare e simili... cosa fa un extracomunitario sul bus? importuna la gente?
davvero non capisco. E sì, la proposta della Lega rientra nel razzismo, è abbastanza chiaro
42
- perfab
- Imperturbabile Insigne

- Messaggi: 4880
- Iscrizione: venerdì 5 ottobre 2007, 23:02
- Desktop: Ubuntu
- Distribuzione: Ubuntu 22.04.3 LTS
- Sesso: Maschile
- Località: Roma
Re: ku kluz klan
non possiamo continuare a pretendere che queste Persone facciano lavori umili, siano sottopagati, obbligati alla clandestinità e contemporaneamente pensare che poi, fatto quello che vogliamo che facciano, scompaiano magicamente dalla nostra vista
Vale la pena di lottare solo per le cose senza le quali non vale la pena di vivere.
Ernesto Che Guevara de la Serna;
Ernesto Che Guevara de la Serna;
-
gyanny
Re: ku kluz klan
quoto in pieno!maleducatista ha scritto: non possiamo continuare a pretendere che queste Persone facciano lavori umili, siano sottopagati, obbligati alla clandestinità e contemporaneamente pensare che poi, fatto quello che vogliamo che facciano, scompaiano magicamente dalla nostra vista
extra comunitario ( a proposito che ci nascondiamo dietro questo termine per apostrofare gli stranieri che disprezziamo. anche statunitensi canadesi australiani ecc... sono extra comunitari ma non li chiamiamo così! ) o no, un delinquente è un delinquente. una persona onesta è una persona onesta. non sono l'uno o l'altro in base alla nazionalità. se così fosse, beh, allora mafioso=italiano! vi sentite mafiosi voi? siete italiani! siete anche mafiosi? ::)
- james pritt
- Scoppiettante Seguace

- Messaggi: 357
- Iscrizione: mercoledì 2 gennaio 2008, 20:17
Re: ku kluz klan
io proporrei mezzi di trasporto solo per i leghisti riutilizziamo un nobilissimo animale che ci ha aiutato tanto in passato ha fatto per noi i lavori piu faticosi e sporchi
anche se mi dispiacerebbe vederlo con sopra membri tipo Calderoli.....................il mulo.....
anche se mi dispiacerebbe vederlo con sopra membri tipo Calderoli.....................il mulo.....
Re: ku kluz klan
L'Italia ultimamente si è dimostrato un paese un po razzista, questo un ultimo caso ma prima e tutti i giorni si sono verificati casi di razzismo. Certo che la cosa che a me fa piu rabbia è essere razzisti nei confronti dei suddisti; un nordista come sente dire che un tale è del sud, subito lo allontana e gli mette una croce nera per sempre. Ma che st**** non siamo tutti uguali??? italiani, africani, cinesi, pugliesi.... Non siamo tutte persone assolte dallo stesso destino???? Forse c'è il ricco e il povero ma tutti li andiamo....
SI a: RISPETTO, PAZIENZA, CORTESIA.
NO a: PREPOTENZA, SUPERIORITA', CINICITA'.
Il forum è di tutti, usiamolo con la testa.
NO a: PREPOTENZA, SUPERIORITA', CINICITA'.
Il forum è di tutti, usiamolo con la testa.
- swalf
- Entusiasta Emergente

- Messaggi: 1123
- Iscrizione: sabato 19 maggio 2007, 19:33
- Desktop: Gnome 2.x/Shell
- Distribuzione: Debian 6.0/Arch
- Località: Muggiò (MI)
- Contatti:
Re: ku kluz klan
I ghetti sono una soluzione solamente apparente, nel lungo periodo si rivelano molto più dannosi. e come cercare di scappare in altalena puoi anche cercare di andare avanti ma prima o poi torni indietro e peggio di prima.lucubuntu ha scritto:voi come lo risolvereste?carlotux ha scritto:swalf ha scritto: Problema reale, soluzione sicuramente sbagliata...
idem ::)
Come lo risolverei? Una risposta precisa non c'è l'ho, ma una cosa è certa con integrazione, integrazione e ancora integrazione...
Quando sono andato a Berlino nonostante la variegata presenza etnica (non solo turisti), è pieno di Turchi, Italiani, gente di colore e ogni altra sorta di etnia eppure si percepisce anche in piena notte una situazione di piena sicurezza che a Milano non è nemmeno immaginabile. Integrazione è forse una parola troppo astratta, ma il senso è di far sentire gli stranieri un po' meno stranieri e un po' più italiani, di certo questo non si fa separando le carrozze della metropolitana. Più che fare leggi bisogna cambiare la mentalità della gente, e invece ci stiamo isolando anche fra italiani, se non cambiamo rotta questo ci porterà alla distruzione.
********************
Non esiste una via per la pace, la pace è la via.
Mohandas Karamchand Gandhi
La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. - Albert Einstein
- eevan!
- Scoppiettante Seguace

- Messaggi: 390
- Iscrizione: venerdì 14 novembre 2008, 1:55
- Località: Gotham City
Re: ku kluz klan
il problema a milano degli stranieri non esiste.
esiste solo perche i tg vogliono fartelo credere
ho sempre preso metropolitana, la 90 la 91 anche con la mia ex ragazza e non e' successo niente, anzi molte volte gli stranieri si dimostrano piu gentili rispetto all'italiano medio.
la soluzione e' l'integrazione dello straniero nella maniera piu trasparente possibile, solo facendoli sentire a casa si comporteranno come a casa loro.
ricordatevi che l'italia ha portato la mafia in america perche' non esisteva integrazione, la soluzione non e' mandarli a casa perche se vengono qui un motivo ci sara'. ed il motivo e' lo stesso: nella loro terra c'e' guerra e poverta' (come c'era in italia) ed e' per questo che cercano una via di fuga venendo in un paese con pace e ricchezza come l'europa.
In questi giorni il governo italiano, rimandando in libia il barcone ha solo dimostrato di essere formato da persone estremamente ignoranti, facendoci fare l'ennesima figura di merda davanti ad un'europa sempre piu integrata e sempre piu multiculturale.
ma l'italia e' ormai un paese di vecchi, i giovani se ne vanno altrove, i famosi cervelli in fuga (come fanno gli ''stranieri'') io sono convinto che tra una 50 anni il popolo italiano sara' sparpagliato in tutto il mondo perche' l'italia tra razzismo, precariato, mafia, soldi intascati da pochi, gente sempre piu povera, nessun futuro per i giovani, e' destinata a collassare su se stessa e morire inesorabilmente.
esiste solo perche i tg vogliono fartelo credere
ho sempre preso metropolitana, la 90 la 91 anche con la mia ex ragazza e non e' successo niente, anzi molte volte gli stranieri si dimostrano piu gentili rispetto all'italiano medio.
la soluzione e' l'integrazione dello straniero nella maniera piu trasparente possibile, solo facendoli sentire a casa si comporteranno come a casa loro.
ricordatevi che l'italia ha portato la mafia in america perche' non esisteva integrazione, la soluzione non e' mandarli a casa perche se vengono qui un motivo ci sara'. ed il motivo e' lo stesso: nella loro terra c'e' guerra e poverta' (come c'era in italia) ed e' per questo che cercano una via di fuga venendo in un paese con pace e ricchezza come l'europa.
In questi giorni il governo italiano, rimandando in libia il barcone ha solo dimostrato di essere formato da persone estremamente ignoranti, facendoci fare l'ennesima figura di merda davanti ad un'europa sempre piu integrata e sempre piu multiculturale.
ma l'italia e' ormai un paese di vecchi, i giovani se ne vanno altrove, i famosi cervelli in fuga (come fanno gli ''stranieri'') io sono convinto che tra una 50 anni il popolo italiano sara' sparpagliato in tutto il mondo perche' l'italia tra razzismo, precariato, mafia, soldi intascati da pochi, gente sempre piu povera, nessun futuro per i giovani, e' destinata a collassare su se stessa e morire inesorabilmente.
- eevan!
- Scoppiettante Seguace

- Messaggi: 390
- Iscrizione: venerdì 14 novembre 2008, 1:55
- Località: Gotham City
Re: ku kluz klan
(non avevo letto il commento prima del mio che quoto in toto)
- swalf
- Entusiasta Emergente

- Messaggi: 1123
- Iscrizione: sabato 19 maggio 2007, 19:33
- Desktop: Gnome 2.x/Shell
- Distribuzione: Debian 6.0/Arch
- Località: Muggiò (MI)
- Contatti:
Re: ku kluz klan
Beh questo non è propriamente esatto però... :-[liveD ha scritto: il problema a milano degli stranieri non esiste.
esiste solo perche i tg vogliono fartelo credere
La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. - Albert Einstein
- cristian_c
- Accecante Asceta

- Messaggi: 23422
- Iscrizione: lunedì 29 ottobre 2007, 11:31
Re: ku kluz klan
Qui ci si scandalizza di una provocazione, certo grave, ma sempre provocazione.
Intanto oggi sta succedendo questo, e non mi pare ci sia uno che senta il dovere di mobilitarsi immediatamente:
Il racconto. Tra le reduci del Pinar: meglio morire che tornare lì
"Voi italiani siete buoni, come potete fare una cosa del genere?"
"Li avete mandati al massacro
in quei lager stupri e torture"
Le lacrime di Hope e Florence per i disperati riportati in Libia: i nostri mesi all'inferno
LAMPEDUSA - "Li hanno mandati al massacro. Li uccideranno, uccideranno anche i loro bambini. Gli italiani non devono permettere tutto questo. In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto. Ma in Libia no". Hanno le lacrime agli occhi le donne nigeriane, etiopi, somale, le "fortunate" che sono arrivate a Lampedusa nelle settimane scorse e quelle reduci dal mercantile turco Pinar. Hanno saputo che oltre 200 disgraziati come loro sono stati raccolti in mare dalle motovedette italiane e rispediti "nell'inferno libico", dove sono sbarcati ieri mattina. Tra di loro anche 41 donne. Alcuni hanno gravi ustioni, altri sintomi di disidratazione. Ma la malattia più grave, è quella di essere stati riportati in Libia. Da dove "erano fuggite dopo essere state violentati e torturati. Non solo le donne, ma anche gli uomini".
I visi di chi invece si è salvato, ed è a Lampedusa raccontano una tragedia universale. La raccontano le ferite che hanno sul corpo, le tracce sigarette spente sulle braccia o sulla faccia dai trafficanti di essere umani. Storie terribili che non dimenticheranno mai. Come quella che racconta Florence, nigeriana, arrivata a Lampedusa qualche mese fa con una bambina di pochissimi giorni. L'ha battezzata nella chiesa di Lampedusa e l'ha chiamata "Sharon", ma quel giorno i suoi occhi, nerissimi, e splendenti come due cocci di ossidiana, erano tristi. Quella bambina non aveva un padre e non l'avrà mai.
"Mi hanno violentata ripetutamente in tre o quattro, anche se ero sfinita e gridavo pietà loro continuavano e sono rimasta incinta. Non so chi sia il padre di Sharon, voglio soltanto dimenticare e chiedo a Dio di farla vivere in pace". Accanto a Florence, c'è una ragazza somala. Anche lei ha subito le pene dell'inferno. "Quando ho lasciato il mio villaggio ho impiegato quattro mesi per arrivare al confine libico, e lì ci hanno vendute ai trafficanti e ai poliziotti libici. Ci hanno messo dentro dei container, la sera venivano a prenderci, una ad una e ci violentavano. Non potevamo fare nulla, soltanto pregare perché quell'incubo finisse". Raccontano il loro peregrinare nel deserto in balia di poliziotti e trafficanti. "Ci chiedevano sempre denaro, ma non avevamo più nulla. Ma loro continuavano, ci tenevano legate per giorni e giorni, sperando di ottenere altro denaro".
Il racconto s'interrompe spesso, le donne piangono ricordando quei giorni, quei mesi, dentro i capannoni nel deserto. Vicino alle spiagge nella speranza che un giorno o l'altro potessero partire. E ricordano un loro cugino, un ragazzo di 17 anni, che è diventato matto per le sevizie che ha subito e per i colpi di bastone che i poliziotti libici gli avevano sferrato sulla testa. "È ancora lì, in Libia, è diventato pazzo. Lo trattano come uno schiavo, gli fanno fare i lavori più umilianti. Gira per le strade come un fantasma. La sua colpa era quella di essere nero, di chiamarsi Abramo e di essere "israelita". Lo hanno picchiato a sangue sulla testa, lo hanno anche stuprato. Quel ragazzo non ha più vita, gli hanno tolto anche l'anima. Preghiamo per lui. Non perché viva, ma perché muoia presto, perché, finalmente, possa trovare la pace".
Le settimane, i mesi, trascorsi nelle "prigioni" libiche allestite vicino alla costa di Zuwara, non le dimenticheranno mai. "Molte di noi rimanevano incinte, ma anche in quelle condizioni ci violentavamo, non ci davano pace. Molti hanno tentato di suicidarsi, aspettavano la notte per non farsi vedere, poi prendevano una corda, un lenzuolo, qualunque cosa per potersi impiccare. Non so se era meglio essere vivi o morti. Adesso che siamo in Italia siamo più tranquille, ma non posso non stare male pensando che molte altre donne e uomini nelle nostre stesse condizioni siano state salvate in mare e poi rispedite in quell'inferno, non è giusto, non è umano, non si può dormire pensando ad una cosa del genere. Perché lo avete fatto?".
"Noi eravamo sole, ma c'erano anche coppie. Spesso gli uomini morivano per le sevizie e le torture che subivano. Le loro mogli imploravano di essere uccise con loro. La rabbia, il dolore, l'impotenza, cambiavano i loro volti, i loro occhi, diventavano esseri senza anima e senza corpo. Aiutateci, aiutateli. Voi italiani non siete cattivi. Non possiamo rischiare di morire nel deserto, in mare, per poi essere rispediti come carne da macello a subire quello che cerchiamo inutilmente di dimenticare". Hope, 22 anni, nigeriana è una delle sopravvissute ad una terribile traversata. Con lei in barca c'era anche un'amica con il compagno. Viaggiavano insieme ai loro due figlioletti. Morirono per gli stenti delle fame e della sete, i corpi buttati in mare. "Come possiamo dimenticare queste cose?". Anche loro erano in Libia, anche loro avevano subito torture e sevizie, non ci davano acqua, non ci davano da mangiare, ci trattavano come animali. Ci avevano rubati tutti i soldi. Per mesi e mesi ci hanno fatto lavorare nelle loro case, nelle loro aziende, come schiavi, per dieci, venti dollari al mese. Ma non dovevamo camminare per strada perché ci trattavano come degli appestati. Schiavi, prigionieri in quei terribili capannoni dove finiranno quelli che l'Italia ha rispedito indietro. Nessuno saprà mai che fine faranno, se riusciranno a sopravvivere oppure no e quelli che sopravviveranno saranno rispediti indietro, in Somalia, in Nigeria, in Sudan, in Etiopia. Se dovesse accadere questo prego Dio che li faccia morire subito".
Intanto oggi sta succedendo questo, e non mi pare ci sia uno che senta il dovere di mobilitarsi immediatamente:
Il racconto. Tra le reduci del Pinar: meglio morire che tornare lì
"Voi italiani siete buoni, come potete fare una cosa del genere?"
"Li avete mandati al massacro
in quei lager stupri e torture"
Le lacrime di Hope e Florence per i disperati riportati in Libia: i nostri mesi all'inferno
LAMPEDUSA - "Li hanno mandati al massacro. Li uccideranno, uccideranno anche i loro bambini. Gli italiani non devono permettere tutto questo. In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto. Ma in Libia no". Hanno le lacrime agli occhi le donne nigeriane, etiopi, somale, le "fortunate" che sono arrivate a Lampedusa nelle settimane scorse e quelle reduci dal mercantile turco Pinar. Hanno saputo che oltre 200 disgraziati come loro sono stati raccolti in mare dalle motovedette italiane e rispediti "nell'inferno libico", dove sono sbarcati ieri mattina. Tra di loro anche 41 donne. Alcuni hanno gravi ustioni, altri sintomi di disidratazione. Ma la malattia più grave, è quella di essere stati riportati in Libia. Da dove "erano fuggite dopo essere state violentati e torturati. Non solo le donne, ma anche gli uomini".
I visi di chi invece si è salvato, ed è a Lampedusa raccontano una tragedia universale. La raccontano le ferite che hanno sul corpo, le tracce sigarette spente sulle braccia o sulla faccia dai trafficanti di essere umani. Storie terribili che non dimenticheranno mai. Come quella che racconta Florence, nigeriana, arrivata a Lampedusa qualche mese fa con una bambina di pochissimi giorni. L'ha battezzata nella chiesa di Lampedusa e l'ha chiamata "Sharon", ma quel giorno i suoi occhi, nerissimi, e splendenti come due cocci di ossidiana, erano tristi. Quella bambina non aveva un padre e non l'avrà mai.
"Mi hanno violentata ripetutamente in tre o quattro, anche se ero sfinita e gridavo pietà loro continuavano e sono rimasta incinta. Non so chi sia il padre di Sharon, voglio soltanto dimenticare e chiedo a Dio di farla vivere in pace". Accanto a Florence, c'è una ragazza somala. Anche lei ha subito le pene dell'inferno. "Quando ho lasciato il mio villaggio ho impiegato quattro mesi per arrivare al confine libico, e lì ci hanno vendute ai trafficanti e ai poliziotti libici. Ci hanno messo dentro dei container, la sera venivano a prenderci, una ad una e ci violentavano. Non potevamo fare nulla, soltanto pregare perché quell'incubo finisse". Raccontano il loro peregrinare nel deserto in balia di poliziotti e trafficanti. "Ci chiedevano sempre denaro, ma non avevamo più nulla. Ma loro continuavano, ci tenevano legate per giorni e giorni, sperando di ottenere altro denaro".
Il racconto s'interrompe spesso, le donne piangono ricordando quei giorni, quei mesi, dentro i capannoni nel deserto. Vicino alle spiagge nella speranza che un giorno o l'altro potessero partire. E ricordano un loro cugino, un ragazzo di 17 anni, che è diventato matto per le sevizie che ha subito e per i colpi di bastone che i poliziotti libici gli avevano sferrato sulla testa. "È ancora lì, in Libia, è diventato pazzo. Lo trattano come uno schiavo, gli fanno fare i lavori più umilianti. Gira per le strade come un fantasma. La sua colpa era quella di essere nero, di chiamarsi Abramo e di essere "israelita". Lo hanno picchiato a sangue sulla testa, lo hanno anche stuprato. Quel ragazzo non ha più vita, gli hanno tolto anche l'anima. Preghiamo per lui. Non perché viva, ma perché muoia presto, perché, finalmente, possa trovare la pace".
Le settimane, i mesi, trascorsi nelle "prigioni" libiche allestite vicino alla costa di Zuwara, non le dimenticheranno mai. "Molte di noi rimanevano incinte, ma anche in quelle condizioni ci violentavamo, non ci davano pace. Molti hanno tentato di suicidarsi, aspettavano la notte per non farsi vedere, poi prendevano una corda, un lenzuolo, qualunque cosa per potersi impiccare. Non so se era meglio essere vivi o morti. Adesso che siamo in Italia siamo più tranquille, ma non posso non stare male pensando che molte altre donne e uomini nelle nostre stesse condizioni siano state salvate in mare e poi rispedite in quell'inferno, non è giusto, non è umano, non si può dormire pensando ad una cosa del genere. Perché lo avete fatto?".
"Noi eravamo sole, ma c'erano anche coppie. Spesso gli uomini morivano per le sevizie e le torture che subivano. Le loro mogli imploravano di essere uccise con loro. La rabbia, il dolore, l'impotenza, cambiavano i loro volti, i loro occhi, diventavano esseri senza anima e senza corpo. Aiutateci, aiutateli. Voi italiani non siete cattivi. Non possiamo rischiare di morire nel deserto, in mare, per poi essere rispediti come carne da macello a subire quello che cerchiamo inutilmente di dimenticare". Hope, 22 anni, nigeriana è una delle sopravvissute ad una terribile traversata. Con lei in barca c'era anche un'amica con il compagno. Viaggiavano insieme ai loro due figlioletti. Morirono per gli stenti delle fame e della sete, i corpi buttati in mare. "Come possiamo dimenticare queste cose?". Anche loro erano in Libia, anche loro avevano subito torture e sevizie, non ci davano acqua, non ci davano da mangiare, ci trattavano come animali. Ci avevano rubati tutti i soldi. Per mesi e mesi ci hanno fatto lavorare nelle loro case, nelle loro aziende, come schiavi, per dieci, venti dollari al mese. Ma non dovevamo camminare per strada perché ci trattavano come degli appestati. Schiavi, prigionieri in quei terribili capannoni dove finiranno quelli che l'Italia ha rispedito indietro. Nessuno saprà mai che fine faranno, se riusciranno a sopravvivere oppure no e quelli che sopravviveranno saranno rispediti indietro, in Somalia, in Nigeria, in Sudan, in Etiopia. Se dovesse accadere questo prego Dio che li faccia morire subito".
- swalf
- Entusiasta Emergente

- Messaggi: 1123
- Iscrizione: sabato 19 maggio 2007, 19:33
- Desktop: Gnome 2.x/Shell
- Distribuzione: Debian 6.0/Arch
- Località: Muggiò (MI)
- Contatti:
Re: ku kluz klan
Senza parole.
La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. - Albert Einstein
- leonardo2887
- Scoppiettante Seguace

- Messaggi: 259
- Iscrizione: venerdì 2 marzo 2007, 16:14
- Contatti:
Re: ku kluz klan
sono perfettamente d'accordo con te... Sono gli italiani che vanno cambiati... la maggioranza degli italiani... Una proposta del genere, fatta in Germania (parlo per esperienza) avrebbe fatto inorridire chiunque, e dopo pochi istanti quel "politico", se così si può chiamare questa persona, poteva cercarsi un lavoro sperando di trovare un qualcuno che accetti il suo modo di vedere. Purtroppo anche lì, nonostante la dura storia tedesca, qualche razzista sopravvive ancora... Sono convinto che sia così anche negli altri stati europei "civili". Ciò che rende questi stati diversi da quello italiano è il numero di questa gentaglia... Qui siamo la minoranza a credere che un immigrato sia una persona esattamente identica a me, che ha lo stesso diritto all'istruzione ed al lavoro...liveD ha scritto: In questi giorni il governo italiano, rimandando in libia il barcone ha solo dimostrato di essere formato da persone estremamente ignoranti, facendoci fare l'ennesima figura di m**** davanti ad un'europa sempre piu integrata e sempre piu multiculturale.
ma l'italia e' ormai un paese di vecchi, i giovani se ne vanno altrove, i famosi cervelli in fuga (come fanno gli ''stranieri'') io sono convinto che tra una 50 anni il popolo italiano sara' sparpagliato in tutto il mondo perche' l'italia tra razzismo, precariato, mafia, soldi intascati da pochi, gente sempre piu povera, nessun futuro per i giovani, e' destinata a collassare su se stessa e morire inesorabilmente.
A Berlino, 1/8 della popolazione è costituita da immigrati (scusate ma non trovo la fonte), "confrontandoli" con gli immigrati in italia, quella città dovrebbe essere un disastro... stupri, scippi, bambini spariti e villette aperte ad ogni angolo... Evidentemente non è così, evidentemente qui in italia c'è una pessima informazione a riguardo (per citare la prima parte del post di liveD), evidentemente in italia ciò che è sbagliato in quanto immagrazione è il modo in cui gli italiani, e i politici che li rappresentano, affrontano il problema...
Rinchiuso in un ghetto, insultato ad ogni angolo, se trovo lavoro lo trovo solo sottopagato e sfruttato, vedendo i miei figli che soffrono la fame, non mi farei troppi scrupoli a rubare... voi?
Re: ku kluz klan
Lavoro come operatore sociale in un piccolo centro della Sicilia (oltre ad essere un aspirante medico), Caltanissetta, nota per avere uno dei CPT più (sovr)affollati che ci sia (forse peggio di quello di Lampedusa).
Abbiamo tantissimi immigrati che vagano per la strada, qualcuno in cerca di qualcosa da fare, qualcuno meno disposto. Più o meno come la gente del luogo del resto.
Il mio lavoro consiste nel insegnare a ragazzi diversamente abili la "vita di ogni giorno": fare piccoli acquisti, svolgere commissioni ecc.
Tra le tante cose che insegno c'è l'uso dei mezzi pubblici, ovviamente (dal momento che molti non potranno mai prendere la patente).
Ho notato spesso e volentieri che l'immigrato è quello che, con più probabilità, nel momento in cui io e i ragazzi saliamo sull'autobus, si alza dal posto per cederlo ad uno di noi.
Ora, capisco che è solamente un'esperienza personale legata alla situazione, al luogo e alle "abitudini locali" (vedi maleducazione imperante soprattutto da parte di alcuni dei più giovani delle mie zone, ma anche e soprattutto di gente più matura), ma volevo comunque riportarla per fare capire a certi "SIGNORI" amministratori che l'immigrato non è da demonizzare sempre e comunque
Abbiamo tantissimi immigrati che vagano per la strada, qualcuno in cerca di qualcosa da fare, qualcuno meno disposto. Più o meno come la gente del luogo del resto.
Il mio lavoro consiste nel insegnare a ragazzi diversamente abili la "vita di ogni giorno": fare piccoli acquisti, svolgere commissioni ecc.
Tra le tante cose che insegno c'è l'uso dei mezzi pubblici, ovviamente (dal momento che molti non potranno mai prendere la patente).
Ho notato spesso e volentieri che l'immigrato è quello che, con più probabilità, nel momento in cui io e i ragazzi saliamo sull'autobus, si alza dal posto per cederlo ad uno di noi.
Ora, capisco che è solamente un'esperienza personale legata alla situazione, al luogo e alle "abitudini locali" (vedi maleducazione imperante soprattutto da parte di alcuni dei più giovani delle mie zone, ma anche e soprattutto di gente più matura), ma volevo comunque riportarla per fare capire a certi "SIGNORI" amministratori che l'immigrato non è da demonizzare sempre e comunque
Re: ku kluz klan
Abito a Roma e la metro è piena di cinesi, marocchini, indiani, rumeni... ci sono linee di autobus sulle quali se sali sei l'unico a parlare italiano. Eppure ho molta più paura quando giro la sera per strada e vedo bande di giovani italiani di estrema destra che pattugliano il territorio, paura motivata dato che sono soliti alzare le mazze e lanciarsi in onorevoli aggressioni di dieci uomini armati contro uno.
Allora propongo: isoliamo i gruppi di estrema destra, e anche di estrema sinistra violenta. Facciamo delle zone dedicate a loro nei parchi dentro dei recinti, istituiamo mezzi pubblici speciali e segniamo una striscia invalicabile sulle strade. Così i nostri figli saranno più sicuri.
PS: L'intervento di questo luminare della politica leghista non può essere classificato come "provocazione", non fa il provocatore di mestiere, fa il politico. Una sua affermazione è un'affermazione di un uomo pubblico un affermazione grave, incivile ed istigatrice dell'odio razziale.
Allora propongo: isoliamo i gruppi di estrema destra, e anche di estrema sinistra violenta. Facciamo delle zone dedicate a loro nei parchi dentro dei recinti, istituiamo mezzi pubblici speciali e segniamo una striscia invalicabile sulle strade. Così i nostri figli saranno più sicuri.
PS: L'intervento di questo luminare della politica leghista non può essere classificato come "provocazione", non fa il provocatore di mestiere, fa il politico. Una sua affermazione è un'affermazione di un uomo pubblico un affermazione grave, incivile ed istigatrice dell'odio razziale.
Periferiche funzionanti: Webcam: Trust WP-1200p, Stampanti: HP-LJP1006, Mp3: Samsung YP-U3J, Sony NWZ-B142F // non supportano ufficialmente gnu/linux, preferire sempre prodotti con supporto ufficiale.
Chi c’è in linea
Visualizzano questa sezione: 0 utenti iscritti e 9 ospiti