Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Diciamo che non sono sorpreso se si finira per avere alcuni programmi a pagamento, anzi voglio essere più maligno penso che verra un giorno quando superata la fase grossa di sviluppo, alla quale inconsciamente tutti gli utenti partecipano, fase che ha caratterizzato tutte le versioni di Ubuntu fino ad oggi pure questo possa diventare a pagamento. E' solo una questioni di massa critica che fa scattare la cosa. Oggi l'uso gratuito di Ubuntu è una forte spinta alla sua diffusione ma un domani raggiunto un numero consistente di utenti fidelizzati non è da escludere che questo possa succedere, ciaoo.
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
quanto pensi che costi rifare photoshop allora?Frank-95 ha scritto:ESAGERATOOO!!!!il_muflone ha scritto: appunto per quello ho parlato di centinaia di migliaia di dollari solo per riadattarlo.
per rifarlo da capo servono milioni.
prendiamo uno staff MISEREVOLE di appena 20 dipendenti (ma nella realta` ce ne vogliono almeno 5-10 volte tanto).
Moltiplica i 1500 euro per 20 dipendenti e ottieni 30.000 euro AL MESE, senza conteggiare nemmeno ferie, contributi, malattie.
moltiplica questo per due/tre anni per avere un prodotto appena appena decente (a gimp lavorano dal 1995 = 15 anni). tre anni sono 36 mesi
30.000 * 36 mesi sono gia` 1.080.000 euro = oltre 1 milione di euro.
naturalmente questi numeri nella realta` dovrebbero essere grandi almeno 10 volte tanto per essere credibili.
E questo e` solo il costo MINIMO del personale che poi si raddoppiera` per tutte le altre spese.
EDIT: avevo commesso degli errori di calcolo. ho corretto.
Ultima modifica di il_muflone il domenica 11 luglio 2010, 21:31, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
E sei rimasto basso con lo stipendio dei dipendenti, 1,500$ sono considerati pochi conta che un developer per iphone guadagna in media 150$/ora, quelli che lavorano ad Adobe anche guadagnassero 1/10 (15$) per 6h di lavoro sono sempre più di 2,500$.il_muflone ha scritto:
Moltiplica i 1500 euro per 20 dipendenti e ottieni 30.000 euro AL MESE, senza conteggiare nemmeno ferie, contributi, malattie.
E poi probabilmente non avrebbero neanche un ritorno economico
Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Non penso. Inevitabilmente i programmi closed verranno pubblicizzati e gli utenti verranno indotti ad installarli. Già adesso che sono pochi, appena ne esce uno diventa una festa tutti a scaricarlo... vedi quando uscì Nero.Frank-95 ha scritto: ma non diventerà tutto closed.. ci sarano programmi commerciali chiusi ed a pagamento e i programmi open source che usiamo adesso.. dove è il problema??
Adesso la festa è per Opera, tutti ad usare Opera manco non ci fossero alternative open.
La gente vuole installare Office con Wine, vuole Autocad con Wine, vuole Photoshop con wine e il 99% non ne avrebbe bisogno ma lo vuole lo stesso.
Conosco gente che ha installato sul PC qualsiasi programma crackato che esiste al mondo solo perché si sentono fighi ad usare photoshop o premiere, poi producono delle m*e*r*d*e di immagini che mettono sui blog di msn.
Non immagino che cosa succederebbe se Microsoft facesse Ienternet Explorer per Linux.... tutti lo installerebbero e addio agli standard del web, alla neutralità della rete eccetera eccetera.
Il problema è l'utente, come è stato scritto prima:
sembra che pure chi usa Linux non possa fare a meno di avere programmi proprietari anche se non ne ha alcun bisogno.Nessuno ti obbliga a usare sw proprietario (evidentemente sta cosa non entra in testa a molta gente)
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
ma in fondo, a te che ti cambia se un utente lo fà???
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Perché Linux è così diffuso in ambito server?
Se ci pensiamo è perché i programmi open source in quell'ambito sono spesso migliori o almeno equivalenti a quelli proprietari.
Poi ci sono anche i programmi proprietari, ma gli equivalenti open non sono di minore qualità e in molti casi sono persino migliori.
Quindi non vedo perché nell'ambito desktop non possa accadere lo stesso.
Se ci pensiamo è perché i programmi open source in quell'ambito sono spesso migliori o almeno equivalenti a quelli proprietari.
Poi ci sono anche i programmi proprietari, ma gli equivalenti open non sono di minore qualità e in molti casi sono persino migliori.
Quindi non vedo perché nell'ambito desktop non possa accadere lo stesso.
mi cambia perché già mi vedo tutti abbandonare i programmi open source a favore di quelli proprietari, e quelli open potrebbero sparire o ridursi notevolmente.ma in fondo, a te che ti cambia se un utente lo fà???
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Chiariamo una cosa, essere opensource significa sostanzialmente avere il codice sorgente a disposizione.. è una questione tecnica, puramente tecnica, c'è poi qualcuno che ci aggiunge sempre quel non che di filosofico, etico, mistico, e via dicendo (che per carità in alcune cose è certamente condivisibile, quando non si esagera) che fà vedere le cose nel modo distorto.
L'essere opensource è una cosa che deve convenire prima di tutto allo sviluppatore, che è poi lui che decide il metodo di sviluppo più giusto per il suo progetto. Poi c'è l'utente che ha in mano il potere di scegliere se affidarsi a un sw open o closed, secondo le sue personali valutazioni.
Il tutto è quindi, come in ogni cosa, una valutazione costi/benefici. Se l'opensource per un determinato programma garantisce dei vantaggi tecnico/prestazionali rilevanti per l'utente e per lo sviluppatore (come nel caso dell'ambito server), stai sicuro che quel metodo di sviluppo verrà scelto. Se invece l'utente sceglierà indifferentemente software open o proprietario significa che in quel caso il fatto che il software sia open non è un fattore determinante per la scelta, e quindi e normale che venga in un certo senso trascurato. Se viene scelto il software proprietario è invece perchè questo è, dal punto di vista dell'utente, migliore per il suo uso, secondo vari parametri che potrebbero essere il numero di funzioni, le prestazioni, la grafica e anche la pubblicità e il brand stesso, che è anche lui un parametro di scelta. Se quindi il software OS non si afferma, è esclusivamente perchè non riesce a rispondere alle esigenze che chiede il mercato o perchè non riesce a stare al passo con la concorrenza, ed è quindi giusto che esca dal mercato o che rimanga nelle nicchie.
Tu vuoi invece forzare tutto questo processo e costringere un utente linux ad essere vincolato all'utilizzo del solo software open: capisci che, tolti di mezzo tutte le motivazioni etiche del caso, non è una scelta intelligente? E' il mercato da solo a scegliere se è meglio l'open o il closed.
Inoltre la distribuzione attraverso Software Center garantirebbe un maggior controllo del fenomeno pirateria, che è la causa principale del successo del software proprietario in molti casi, visto quello che costa. Il dover pagare i 1000 euro per Photoshop, sta sicuro che è certamente il miglior deterrente possibile per l'utente finale.
L'essere opensource è una cosa che deve convenire prima di tutto allo sviluppatore, che è poi lui che decide il metodo di sviluppo più giusto per il suo progetto. Poi c'è l'utente che ha in mano il potere di scegliere se affidarsi a un sw open o closed, secondo le sue personali valutazioni.
Il tutto è quindi, come in ogni cosa, una valutazione costi/benefici. Se l'opensource per un determinato programma garantisce dei vantaggi tecnico/prestazionali rilevanti per l'utente e per lo sviluppatore (come nel caso dell'ambito server), stai sicuro che quel metodo di sviluppo verrà scelto. Se invece l'utente sceglierà indifferentemente software open o proprietario significa che in quel caso il fatto che il software sia open non è un fattore determinante per la scelta, e quindi e normale che venga in un certo senso trascurato. Se viene scelto il software proprietario è invece perchè questo è, dal punto di vista dell'utente, migliore per il suo uso, secondo vari parametri che potrebbero essere il numero di funzioni, le prestazioni, la grafica e anche la pubblicità e il brand stesso, che è anche lui un parametro di scelta. Se quindi il software OS non si afferma, è esclusivamente perchè non riesce a rispondere alle esigenze che chiede il mercato o perchè non riesce a stare al passo con la concorrenza, ed è quindi giusto che esca dal mercato o che rimanga nelle nicchie.
Tu vuoi invece forzare tutto questo processo e costringere un utente linux ad essere vincolato all'utilizzo del solo software open: capisci che, tolti di mezzo tutte le motivazioni etiche del caso, non è una scelta intelligente? E' il mercato da solo a scegliere se è meglio l'open o il closed.
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Ultima modifica di Cla il lunedì 12 luglio 2010, 1:31, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Veramente è l'esatto opposto. Il movimento del software libero è nato diversi anni prima di quello open source ed è nato su basi etiche, che non è una brutta parola.Cla ha scritto: Chiariamo una cosa, essere opensource significa sostanzialmente avere il codice sorgente a disposizione.. è una questione tecnica, puramente tecnica, c'è poi qualcuno che ci aggiunge sempre quel non che di filosofico, etico, mistico, e via dicendo (che per carità in alcune cose è certamente condivisibile, quando non si esagera) che fà vedere le cose nel modo distorto.
Vuol dire che chi lo ha fondato ha pensato che il software proprietario era un problema che andava risolto perché mina alle basi la diffusione della conoscenza (e della scienza informatica nello specifico).
Quello open source è nato per togliere ogni fondamento etico e sostenere che il software open source è migliore dal punto di vista tecnico, cosa che può essere vera oppure no, dipende dallo stato di avanzamento del software stesso.
Io non voglio forzare nessuno, dico solo che bisognerebbe promuovere il software open source. perché invece di vendere software proprietario nell'Ubuntu software center la Canonical non si inventa una piattaforma di sostegno economico all'open source? Io scarico Blender e il sw center mi manda ad una pagina di paypal per fare una donazione. Questo sarebbe un bel modo per fare avanzare l'open source.Tu vuoi invece forzare tutto questo processo e costringere un utente linux ad essere vincolato all'utilizzo del solo software open: capisci che, tolti di mezzo tutte le motivazioni etiche del caso, non è una scelta intelligente?
Codice: Seleziona tutto
E il mercato da solo a scegliereBisognerebbe smetterla di idealizzare questo presunto mercato dove ognuno è libero di scegliere, perché non esiste, soprattutto in settori dove i consumatori non sono tecnicamente abbastanza informati per fare una scelta realmente libera. Per non parlare dei formati proprietari che ti costringono, volente o nolente, a usare un certo software anche se non vorresti.
Non mi affascina molto combattere la "pirateria". Se io compro un auto posso venderla, se compro un software la licenza può impedirmelo. Questo è equo? no, non lo è. Non vedo perché dovrei dare soddisfazione ad un sistema del genere. Il software è l'unico settore dove il produttore ha totale controllo sul consumatore e se il consumatore vuole riprendersi un po' dei suoi diritti per esempio con un jailbreak sull'iphone, viene additato come un criminale. Questo non è tollerabile e andrebbe rifiutato alla radice.Inoltre la distribuzione attraverso Software Center garantirebbe un maggior controllo del fenomeno pirateria, che è la causa principale del successo del software proprietario in molti casi, visto quello che costa. Il dover pagare i 1000 euro per Photoshop, sta sicuro che è certamente il miglior deterrente possibile per l'utente finale.
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
che significa questo? se un *utente* smette l'utilizzo di un programma questo sparisce?gdivito ha scritto: mi cambia perché già mi vedo tutti abbandonare i programmi open source a favore di quelli proprietari, e quelli open potrebbero sparire o ridursi notevolmente.
i programmatori open source scrivono programmi in base alle quote di mercato??
perché invece non la vedi come la possibilità di acquisire potenziali utenti che hanno necessità di quel determinato software commerciale non disponibile su Linux?
...o come la spinta per le applicazioni free/open/gratis a migliorarsi?
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Ma non diciamo ciofeche su; Per il discorso di photoshop, che è innegabile che sia qualitativamente superiore a gimp (lasciamo stare il discorso che all 99% di quelli che lo usano và bene anche gimp, è un'altro discorso) ok, se lo portano su linux io sarei il primo a installarlo (SE dovessi lavorare con della grafica), ma per quel che riguarda IE non credo proprio che chi arriva su linux, dove di default si trova firefox o epiphany, torni indietro a un prodotto decisamente scadente.gdivito ha scritto: Non immagino che cosa succederebbe se Microsoft facesse Ienternet Explorer per Linux.... tutti lo installerebbero e addio agli standard del web, alla neutralità della rete eccetera eccetera.
Come dice gdvito, non è da sottovalutare il marketing.
Se le aziende cominciano davvero a vendere software su linux, potrebbe succedere che il loro marketing eclissi gli altri progetti open-source, che se ora hanno il 99% dello 'share', per così dire (ci sono solo loro
La prima regola della vendita non è il prodotto, è il prezzo: se un programma è gratis e l'altro è a pagamento, l'utente percepirà la cosa come se il programma a pagamento è migliore di quello gratis.
Nei grandi numeri, nelle folle, il gratis devalorizza il prodotto.
Credo che in molti cominceranno a craccare i programmi a pagamento senza nemmeno provare le alternative open-source (come tutt'oggi succede con photoshop, openoffice, etc..)
Nì.che significa questo? se un *utente* smette l'utilizzo di un programma questo sparisce?
i programmatori open source scrivono programmi in base alle quote di mercato??
Se nessuno caga il tuo software open-source, potrebbe essere il miglior software del mondo, ma non ne porti avanti lo sviluppo.
O meglio, lo usi per i tuoi progetti, e quando ti arriverà tra le mani un prodotto a pagamento che ha quella funzione in più che al tuo manca, e non costa una follia, abbandoni il tuo progetto, compri il software a pagamento, e bom.
Non tutti, ma in molti farebbero così, credo (poi è da vedere se davvero con l'avvento dei programmi a pagamento quelli open e free vengano dimenticati)
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
I software con più utenti in genere sono migliori (per l'ovvio motivo che ci sono più segnalazioni di bug) e molti di essi attraggono investimenti da parte di aziende (pensa a google ed apple con webkit o a Linux stesso o ad Apache...).fabioamd87 ha scritto: che significa questo? se un *utente* smette l'utilizzo di un programma questo sparisce?
i programmatori open source scrivono programmi in base alle quote di mercato??
Più utenti usano un software, più quel software cresce e più possibilità ha di scavalcare il software proprietario.
Non penso che uno passerebbe a Linux perchè c'è Photoshop, perché tanto già ce l'ha su Windows o mac.perché invece non la vedi come la possibilità di acquisire potenziali utenti che hanno necessità di quel determinato software commerciale non disponibile su Linux?
Perché dovrebbe avvenire questa spinta? Potrebbe benissimo avvenire l'inverso, cioè che una massiccia migrazione di utenti verso un software proprietario porterebbe via attenzione, risorse umane ed economiche ai progetti open source....o come la spinta per le applicazioni free/open/gratis a migliorarsi?
Ultima modifica di gdivito il lunedì 12 luglio 2010, 1:58, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Sei troppo fiducioso nell'umanitàma per quel che riguarda IE non credo proprio che chi arriva su linux, dove di default si trova firefox o epiphany, torni indietro a un prodotto decisamente scadente.
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Sono semanticamente interessato a quello che hai scritto.La prima regola della vendita non è il prodotto, è il prezzo: se un programma è gratis e l'altro è a pagamento, l'utente percepirà la cosa come se il programma a pagamento è migliore di quello gratis.
Nei grandi numeri, nelle folle, il gratis devalorizza il prodotto.
Quindi se io nel mio ipermercato, dove vanno le "folle", mettessi i pomodori a 10€ al chilo da un lato e i pomodori gratis dall'altro ... quelli gratis non li prenderebbe nessuno?
Ti giuro che da assoluto incompetente non ho trovato una sola notizia riguardo a questa affermazione che "il gratis devalorizza il prodotto".
questione di seedings...
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
in ogni caso, io credo che il software proprietario su Linux sia l'unica via per liberarsi del dual boot!
ps: non è detto che un programma sotto gli occhi di tutti cresca esponenzialmente, un esempio è il moribondo compiz...
ps: non è detto che un programma sotto gli occhi di tutti cresca esponenzialmente, un esempio è il moribondo compiz...
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Perché l'unica? la via è quella di rendere il software proprietario obsoleto, così come già accade in alcuni settori, ad esempio i server web.fabioamd87 ha scritto: in ogni caso, io credo che il software proprietario su Linux sia l'unica via per liberarsi del dual boot!
Tu leggi troppo pollycoke ;Dps: non è detto che un programma sotto gli occhi di tutti cresca esponenzialmente, un esempio è il moribondo compiz...
Se compiz è moribondo io sono già morto da tempo.
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Beh .. basta che ci siano 1.000 licenze da vendere ... non mi pare che sia un numero così elevato ... ma fai anche 10.000 ...il_muflone ha scritto:quanto pensi che costi rifare photoshop allora?Frank-95 ha scritto:ESAGERATOOO!!!!il_muflone ha scritto: appunto per quello ho parlato di centinaia di migliaia di dollari solo per riadattarlo.
per rifarlo da capo servono milioni.
prendiamo uno staff MISEREVOLE di appena 20 dipendenti (ma nella realta` ce ne vogliono almeno 5-10 volte tanto).
Moltiplica i 1500 euro per 20 dipendenti e ottieni 30.000 euro AL MESE, senza conteggiare nemmeno ferie, contributi, malattie.
moltiplica questo per due/tre anni per avere un prodotto appena appena decente (a gimp lavorano dal 1995 = 15 anni). tre anni sono 36 mesi
30.000 * 36 mesi sono gia` 1.080.000 euro = oltre 1 milione di euro.
naturalmente questi numeri nella realta` dovrebbero essere grandi almeno 10 volte tanto per essere credibili.
E questo e` solo il costo MINIMO del personale che poi si raddoppiera` per tutte le altre spese.
EDIT: avevo commesso degli errori di calcolo. ho corretto.
https://store2.adobe.com/cfusion/store/html/index.cfm?store=OLS-IT&promoid=FBTUM&event=displayProduct&categoryPath=/Applications/Photoshop&distributionMethod=FULL
Calcolando che poi:
http://blog.epicedits.com/2008/03/28/60-of-photoshop-users-are-pirates/
E non venirmi a dire che in questi due anni la gente si è pentita del reato commesso e ha cominciato a pagare il prodotto
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Problema da poco: ubuntu non è l'unica distro, basta passare ad altro.Rascal ha scritto: Oggi l'uso gratuito di Ubuntu è una forte spinta alla sua diffusione ma un domani raggiunto un numero consistente di utenti fidelizzati non è da escludere che questo possa succedere, ciaoo.
Finché ad utilizzare linux saranno masse di persone "con la testa": pochi ma con la testa. Quando aumenta la massa, aumentano le probabilità di avere utenti che semplicemente "seguono la moda". È brutto dirlo, magari, ma è così. Allora il discorso cambia.
Hai mai visto pomodori "gratis"? No. A sconto, forse (poi va visto: oggi costano 1 euro, domani ci sono quelli normali a 1.50, e quelli "a sconto" a 0.99...), ma mai gratis. Guarda Apple: più ti fa pagare un prodotto, più pensi che sia buono, a prescindere dal suo valore effettivo.[lost]-Divilinux ha scritto:Sono semanticamente interessato a quello che hai scritto.La prima regola della vendita non è il prodotto, è il prezzo: se un programma è gratis e l'altro è a pagamento, l'utente percepirà la cosa come se il programma a pagamento è migliore di quello gratis.
Nei grandi numeri, nelle folle, il gratis devalorizza il prodotto.
Quindi se io nel mio ipermercato, dove vanno le "folle", mettessi i pomodori a 10€ al chilo da un lato e i pomodori gratis dall'altro ... quelli gratis non li prenderebbe nessuno?
Ti giuro che da assoluto incompetente non ho trovato una sola notizia riguardo a questa affermazione che "il gratis devalorizza il prodotto".
Per niente. Milioni di persone sono straconvinte che per ritoccare gli occhi rossi photoshop sia eccellente e gimp una chiavica, che Office ti permetta di far tutto e openoffice è "così così...", che IE funzioni mentre firefox "ci mette una vita a caricarsi".Cla ha scritto: Il tutto è quindi, come in ogni cosa, una valutazione costi/benefici. Se l'opensource per un determinato programma garantisce dei vantaggi tecnico/prestazionali rilevanti per l'utente e per lo sviluppatore (come nel caso dell'ambito server), stai sicuro che quel metodo di sviluppo verrà scelto.
Alcuni pensano, confrontano i prodotti, scelgono il proprio sulla base di una valutazione costi/benefici.
La massa, semplicemente segue la moda. Se la moda è Apple (tanto per tornare sullo stesso esempio), allora tutto apple è bello e figoso e potente, tutto il resto è cacca.
Si? Solo perché è nel software center quello che fino al giorno prima aveva craccato pure sua madre su windows, oggi pagherà volentieri 1000 euro o si convertirà a gimp?... permettimi di dubitare... :-\Cla ha scritto: Inoltre la distribuzione attraverso Software Center garantirebbe un maggior controllo del fenomeno pirateria, che è la causa principale del successo del software proprietario in molti casi, visto quello che costa. Il dover pagare i 1000 euro per Photoshop, sta sicuro che è certamente il miglior deterrente possibile per l'utente finale.
S = k ln W
Il mio nome è Bond. Valence Bond. - Se non fai parte della soluzione, fai parte del precipitato.
Non c'è peggior sordo di chi non sente.
Il mio nome è Bond. Valence Bond. - Se non fai parte della soluzione, fai parte del precipitato.
Non c'è peggior sordo di chi non sente.
Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Ragionandoci è un bene che Ubuntu metterà software a pagamento su Ubuntu software center...I motivi?
1) Gli utenti che vogliono quei programmi possono liberamente usare ubuntu senza avere due sistemi operativi nella stessa macchina.
2) Aumenteranno gli utenti e di conseguenza...
3) Windows avrà sempre meno utenti così trionferà l'open source.
continuo però a dire che cercare di fare software gratis è per il bene di tutti.
1) Gli utenti che vogliono quei programmi possono liberamente usare ubuntu senza avere due sistemi operativi nella stessa macchina.
2) Aumenteranno gli utenti e di conseguenza...
3) Windows avrà sempre meno utenti così trionferà l'open source.
continuo però a dire che cercare di fare software gratis è per il bene di tutti.
Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Non sò per i pomodori, ma se conosci qualcuno che ha fatto corsi di vendita te lo confermerà: il gratis, o il prezzo basso, in un certo senso devalorizza il prodotto.[lost]-Divilinux ha scritto:Sono semanticamente interessato a quello che hai scritto.La prima regola della vendita non è il prodotto, è il prezzo: se un programma è gratis e l'altro è a pagamento, l'utente percepirà la cosa come se il programma a pagamento è migliore di quello gratis.
Nei grandi numeri, nelle folle, il gratis devalorizza il prodotto.
Quindi se io nel mio ipermercato, dove vanno le "folle", mettessi i pomodori a 10€ al chilo da un lato e i pomodori gratis dall'altro ... quelli gratis non li prenderebbe nessuno?
Ti giuro che da assoluto incompetente non ho trovato una sola notizia riguardo a questa affermazione che "il gratis devalorizza il prodotto".
Prima ancora di averli provati entrambi, a livello inconscio si tente ad attribuire un valore maggiore a quello che costa di più
L'utente si chiede perchè il prezzo è basso, quando c'è un altro prodotto simile ma che costa di più.
Gli mancheranno delle funzioni? Sarà più lento? E' più difficile da usare?
Prima ancora che tu cominci a spiegarli cos'è l'open-source e il vero motivo per cui è gratis, l'utente si è già fatto abbagliare dalla pubblicità dell'altro prodotto, e il prezzo di quest'ultimo lo convince che sia anche qualitativamente migliore.
Poi oh, io non sono ne psicologo ne venditore, ti porto più o meno fedelmente quello che mi spiegò un mio amico venditore (uno di quelli che davvero vende il ghiaccio agli eschimesi).. però credo che in gran parte ci becchi.
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Re: Ubuntu 10.10 .. programmi a pagamento ?
Purtroppo devo dare ragione a crx e daniel. C'è una totale ignoranza sui meccanismi del mercato da parte dei consumatori, il che permette alle aziende di fare il bello e cattivo tempo prendendo bellamente per il sedere i clienti.
Io di solito ragiono al contrario: se trovo due prodotti identici o molto simili, non penso che quello che costa di più sia automaticamente migliore, ma penso: "Perché costa di più? dov'è che vogliono fregarmi?".
Ovviamente può capitare di sbagliare e che il prodotto che costa di più è davvero migliore, ma l'esperienza mi dice che questo capita abbastanza di rado.
Detto ciò, non credo che Linux sia adatto a questo tipo di persone né che ci si debba sforzare di conquistarle.
10, 100 o mille pecore non fanno la differenza.
Bisogna conquistare i decisori e quelli che potrebbero diventarlo in futuro.
Io di solito ragiono al contrario: se trovo due prodotti identici o molto simili, non penso che quello che costa di più sia automaticamente migliore, ma penso: "Perché costa di più? dov'è che vogliono fregarmi?".
Ovviamente può capitare di sbagliare e che il prodotto che costa di più è davvero migliore, ma l'esperienza mi dice che questo capita abbastanza di rado.
Detto ciò, non credo che Linux sia adatto a questo tipo di persone né che ci si debba sforzare di conquistarle.
10, 100 o mille pecore non fanno la differenza.
Bisogna conquistare i decisori e quelli che potrebbero diventarlo in futuro.
Ultima modifica di gdivito il lunedì 12 luglio 2010, 11:27, modificato 1 volta in totale.
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