Rapporti tra comunità e aziende open source.

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Francesco Meloni
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Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da Francesco Meloni »

Salve,  MI chiamo Francesco Meloni e sono il titolare di una piccola azienda votata da ormai sette anni all'open source in maniera esclusiva. Promotux credo non lasci margini a dubbi di alcun genere. Scrivo questo post per chiedere ad una delle più importanti comunità di linux/ubuntu in italia cosa dovrebbe fare una azienda italiana per guadagnarsi fiducia e credibilità.
Noi sviluppiamo un gestionale, il PromoGest2 rilasciato sotto licenza Gpl2. Nella sua versione "lite" è gratuito e liberamente scaricabile, i sorgenti sono visibili sul trac di sviluppo e su un repo aperto su google code.Ci sono poi svariati moduli a pagamento anch'essi comunque assolutamente GPL.
Finita la parte auto-presentazione, passerei ad una serie di considerazioni. 
Ho letto in diversi post che il modello "open-core" da me utilizzato non sia vincente. Rilasciare solo il cuore dell'applicazione come specchietto per eventuali allodole che una volta attirate acquisteranno poi anche moduli e servizi. Dicono programmatori, analisti ma  certamente non imprenditori, che il modello dev'essere  "pure-open" e che quando l'utente ha a disposizione tutto il programma allora avrà l'interesse ad acquistare i moduli, a contribuire o a fare una donazione. Personalmente penso sia teoricamente corretto solo per programmi che fanno grandi numeri ma non applicabile a piccoli progetti di nicchia. Gnome foundation è riuscita nel miracolo di raccogliere 47 mila dollari per un sistemista.
Ho provato in passato a rilasciare TUTTO il gestionale senza limitazioni rimettendomi alla generosità degli "scaricatori" avendo in cambia dopo oltre 8000 download ben 5€ da un LUG di Roma. Secondo voi qual è il modello migliore?
Ho chiesto più volte aiuto per la pacchettizzazione deb e per il pacchetto mac ma a quanto pare è molto più figo pacchettizare il micro-script di conversione video/audio piuttosto che "adottare" qualcosa di italiano. Perchè non ho mai avuto un aiuto concreto?
Avete mai considerato quanti programmi Italiani ci sono nella distribuzione ubuntu?
Vi siete mai chiesti perchè il modello di business open source prende piede solo nel mondo anglosassone?
Perchè solo canonical, collabora, igalia e OLPC e sugarlab riescono a sopravvivere con l'open source? 
Vi siete chiesti come stia edgewall che faceva trac per esempio?
Non sono qui a piangere, non fa parte del mio carattere,  anche perchè se lavoriamo ( come azienda ) seppur tra mille difficoltà da sette anni evidentemente qualcosa la sappiamo fare, però davvero mi serve per capire cosa sbaglio. 
Leggendo i vari blog/siti di informazione si vedono le recensioni più assurde su progetti, quasi sempre ( sempre ) sviluppati all'estero, Ma quasi mai progetti italiani a parte qualche theme per ubuntu e set di icone per i quali siamo davvero bravi.
Wikipedia italia ha deciso di togliere le pagine dedicate ai software gestionali open source italiani lasciando però quelle degli ERP belgi e tedeschi. E la cosa più assurda è che i contatti arrivano da blogger stranieri quando arrivano. Non so come verrà recepito questo post, se come una lamentela, se come un'accusa  ( spero solo di non scatenare un inutile flame ) o come ( questo è il mio auspicio ) uno spunto di riflessione sul perchè ci piaccia tanto linux, tanto l'open source, ma quanto poco ci siamo liberati della windowsiana visione del gratuito che diventava crackato quando si tratta di sw non freeware o di gioco ps2 copiato.
Altra considerazione.
Tre anni fa, in un incontro organizzato da una associazione di categoria a Milano,  ci incontrammo fra imprenditori che sviluppavano software gestionali open source in italia, eravamo una quindicina, beh un buon 60% di quelle piccole aziende ha chiuso ed il loro software è andato perso. E' il mercato, direte voi, e son d'accordo ma quando i numeri dicono anche che la mia azienda tre anni fa aveva dieci dipendenti ed ora solo uno beh il mercato non penalizza solo chi investe, ma anche giovani e promettendi sviluppatori italiani che pur amando linux devono andare a fare i polli in batteria in grandi aziende che ne annichiliscono le potenzialità o peggio ancora restano a casa. Tra di voi son sicuro ci siano casi simili. Cosa succede allo sviluppo software in Italia ? Quante software house open source ci sono che non siano "incubate" in qualche univeristà o siano il frutto di una operazione di immagine di qualche grossa azienda che normalmente produce software closed? Per voi è importante che ce ne siano? Mah
Cedo al tremendo caldo e chiudo qui con un saluto.
F.
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il_muflone
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da il_muflone »

circa venti minuti fa dicevo all'incirca le stesse cose che hai spiegato tu.
http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.ph ... 4#p3145754

pretendo innanzitutto di separarmi dalla mischia della quale MI LAMENTO perché posso dimostrare molto facilmente il mio impegno in decine di fronti.

comprendo lo sconforto in cui ti trovi perché lo condivido ma a differenza tua non sono un imprenditore.

l'Italia sembra un mercato che chiede soltanto ma non offre nulla, questo spiega i tuoi 5 € di ricavi su 8000 downloads. Onestamente non ho una risposta, cerco costantemente di spingere la gente qui a segnalare bugs ma non lo fanno perché non sanno l'inglese
chiedo loro di far da traduttori, alcuni si propongono entusiasti, poi spariscono nel nulla
chiedo loro impegni grafici (anche per lavori personali open) e molto difficilmente qualcuno supera l'entusiasmo iniziale
chiedo continuamente alla gente di scrivere le recensioni del proprio hardware su ubuntuhcl ma su molte migliaia di utenti, soltanto in 3 si sono convinti.

a me hanno detto di non essere pessimista ma onestamente lo sono, non credo ci siano speranze per gli italiani.

se ti serve aiuto per la pacchettizzazione, per progetti python con pysupport posso aiutarti, per altri sistemi, non sono la persona più adatta. comunque sia chiedi pure.

io rimango sorpreso quando ricevo contributi ai miei software da parte di russi, arabi, spagnoli (in gran numero) e quasi mai di italiani, se non per lamentarsi che un tal software non sta funzionando, e quindi chiedono aiuto.
Ultima modifica di il_muflone il venerdì 13 agosto 2010, 15:41, modificato 1 volta in totale.
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da gdivito »

Vi siete mai chiesti perchè il modello di business open source prende piede solo nel mondo anglosassone?
Anche in Spagna e in America latina se è per questo.

L'Italia è un paese perso, qualsiasi innovazione qui non prende piede.

Purtroppo muflone ha ragione, in sostanza in Italia *non* esiste una comunità del software libero, in compenso esiste una miriade di scrocconi, piagnoni e gente lamentosa.

Aggiungici che la maggioranza di quelli che usa Linux considera gli altri s.o. migliori, crede che linux è prodotto da nerd brufolosi per nerd brufolosi, che l'iphone è una figata anche se non ha campo, chiama "professionale" un programma se è a pagamento e ha un'interfaccia il più possibile sbrilluccicosa con mille icone con effetto riflesso, e aspetta ansiosa l'avvento di photoshop, guitarpro, autocad, dreamweaver e compagnia su Linux per poterli crackare.
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grigio
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da grigio »

Ciao, dalla 10ma posizione di "Gestionali Open Source" su Google mi permetto di dire anche io la mia.

Il software gestionale è sempre molto ricercato, ma bisogna anche dire che non è un software "standard", nel senso che ogni categoria vorrebbe il suo fatto ad-hoc con le proprie peculiarità e quindi se i soldi girano se li prende l'ultimo della catena.
Detto questo, Igalia è partita facendo gestionali ma i soldi li ha ricevuti inizialmente dalla pubblica amministrazione locale e probabilmente da qualche consorzio di categoria [*], non tanto dai singoli privati.

Riguardo il discorso scrocconi-piagnoni, onestamente credo che prima di arrivare al software dovremmo risolvere il problema dell'abusivismo delle case.. prima si fanno le case abusive e poi si piange quando una calamità naturale te la butta giù.. cioé italiani scrocconi-piagnoni saranno anche tanti ma lamentarsi di queste persone perché il business non va come vorremmo non serve a nessuno.

Conosco diversi miei amici italiani (tra cui anch'io) che hanno donato dei soldi a Humble indie per i loro giochi, quindi il problema del finanziamento esiste, ma esistono anche diverse strade per superarlo.
Volete un ebook sulla crescita personale a 3 euro? Ai markettari piace tanto ;)
Ultima modifica di grigio il sabato 14 agosto 2010, 8:51, modificato 1 volta in totale.
Se ti va vieni, a fare un giro sul mio blog su Linux, tecnologia e JavaScript https://grigio.org
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da LUCLA73 »

Nel mio piccolo da utilizzatore ubuntu ignorante in materia informatica penso che debba tutto ricondursi allla conoscenza della materia in questione, è raccapricciante vedere che un diplomato dell'era del floppy come me abbia più dimestichezza col pc di un neolaureato...
ritornando al "promogest" l'avevo scaricato anch'io solo che non mi andava bene ed ho risolto in un'altro modo.
L'avevo scaricato perchè principalmente avere un gestionale poteva essere una bella idea, ma poi mi sono accorto che per quello che dovevo fare bastava un foglio di calcolo :(
Discorso generale: tutti vogliono il software gratis, vogliono spendere il meno possibile e poi tutti lodano Mac perchè costa di più quindi è meglio...il punto è che alla maggior parte degli utilizzatori del pc non frega una mazza dello spirito che mantiene la comunità, di quanto sia positivo l'open etc etc a loro interessa solo il gratis il fatto di non dover pagare è la molla che li fa passare a un s.o. differente e da qui nasce l'errore, quando i produttori di software si decideranno a tracciare i pacchetti ed a chiedere gli € per quanto c'e' di licenze non pagate sul pc, forse avremo un nuovo sviluppo culturale...
ASUS A56C Intel i5 (1,7 Ghz), 15,6" HDD 500GB Linux Mint 16 Kde

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albertoo
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da albertoo »

LUCLA73 ha scritto: Nel mio piccolo da utilizzatore ubuntu ignorante in materia informatica penso che debba tutto ricondursi allla conoscenza della materia in questione, è raccapricciante vedere che un diplomato dell'era del floppy come me abbia più dimestichezza col pc di un neolaureato...
ritornando al "promogest" l'avevo scaricato anch'io solo che non mi andava bene ed ho risolto in un'altro modo.
L'avevo scaricato perchè principalmente avere un gestionale poteva essere una bella idea, ma poi mi sono accorto che per quello che dovevo fare bastava un foglio di calcolo :(
Discorso generale: tutti vogliono il software gratis, vogliono spendere il meno possibile e poi tutti lodano Mac perchè costa di più quindi è meglio...il punto è che alla maggior parte degli utilizzatori del pc non frega una mazza dello spirito che mantiene la comunità, di quanto sia positivo l'open etc etc a loro interessa solo il gratis il fatto di non dover pagare è la molla che li fa passare a un s.o. differente e da qui nasce l'errore, quando i produttori di software si decideranno a tracciare i pacchetti ed a chiedere gli € per quanto c'e' di licenze non pagate sul pc, forse avremo un nuovo sviluppo culturale...
Mi permetto di intervenire avendo fatto una tesi di laurea in materia...se tanti neolaureati non conoscono le nuove tecnologie spesso il "male" riguarda più i docenti...per fare una tesi sul fenomeno dell'open source,sulle licenze creative commons,ecc.. ho dovuto smuovere il mondo e lavorare con un docente che a malapena conosceva l'e-mail.

I professori di ruolo lasciano il posto a 10 giorni dalla morte...i nuovi arrivati hanno contratti che farebbero ridere un muratore e lavorano in aule spesso fatiscenti e prive delle più minime tecnologie.

Ci sono professori che fanno lezione di economia delle ICT con slide cartacee...bravissimi economisti!!! Se fossimo nel 1945...

Lo Stato son quindici anni buoni che taglia-taglia-taglia...

Noi neo-laureati (sto per prendere la mia seconda laurea) siamo un investimento sul futuro...ma se tu tagli gli investimenti e i fondi è difficile ottenere risultati soddisfacenti.

AH! Se i prodotti software vengono dall'estero con buona probabilità a farli è stato un italiano o un equipe eterogenea...
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LUCLA73
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da LUCLA73 »

@albertoo io mi riferivo al fatto che le giovani leve odierne non siano interessate alla questione dell'apprendimento, all'eccesso di neolaureati (non è riferito a te che non conosco) impreparati, e soprattutto al fattoche essi non facciano nulla per apprendere qualcosa che sia non attinente ad un numero scritto su un libretto. Al di là della specializzazione della laurea non trovo ammissibile che qualcuno non sia in grado di creare una presentazione in powerpoint dopo ben 16 anni di studio, non te l'hanno insegnato, posso anche crederlo ma imparartelo??
il problema è che si da colpa esclusivamente alle istituzioni perchè non "imparano" agli studenti a fare le cose, non si guarda mai che a fianco di chi non "viene imparato" ci sono delle eccellenze che si arrangiano ed hanno anche risultati notevoli...
esempio un mio amico: diploma di ragioneria preso nel '94 , conoscenze informatiche meno di me (le mie sono nulle ndr) pc in uso 3 (fisso+notebook+netbook) s.o. winxp, vista, 7; software originale 0 e si vanta di avere copiato office2007 anche se molti a cui manda documenti gli rispondono che hanno problemi ad aprirli, bene questo continua a ripetere che Mac è migliore perchè costa di più e perchè tutti dicono che è migliore...quello che voglio cercare di trasmettere è che si è vero che non ci sono attimi strumenti scolastici per apprendere, ma è pur vero che pochi fanno qualcosa per imparare...
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da gdivito »

passando dalla lamentela (di per sé sterile) alla fase propositiva, grigio ha ragione: per promuovere il tuo software dovresti affidarti ad accordi con una associazione di categoria, anche a livello locale.
Questo ti procurerebbe clienti molto più facilmente. Molti professionisti (avvocati, geometri, commercialisti, ecc.)  fanno così, altrimenti se aspettano che "per caso" gli arrivino i clienti muoiono di fame.
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albertoo
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da albertoo »

LUCLA73 ha scritto: @albertoo io mi riferivo al fatto che le giovani leve odierne non siano interessate alla questione dell'apprendimento, all'eccesso di neolaureati (non è riferito a te che non conosco) impreparati, e soprattutto al fattoche essi non facciano nulla per apprendere qualcosa che sia non attinente ad un numero scritto su un libretto. Al di là della specializzazione della laurea non trovo ammissibile che qualcuno non sia in grado di creare una presentazione in powerpoint dopo ben 16 anni di studio, non te l'hanno insegnato, posso anche crederlo ma imparartelo??
il problema è che si da colpa esclusivamente alle istituzioni perchè non "imparano" agli studenti a fare le cose, non si guarda mai che a fianco di chi non "viene imparato" ci sono delle eccellenze che si arrangiano ed hanno anche risultati notevoli...
esempio un mio amico: diploma di ragioneria preso nel '94 , conoscenze informatiche meno di me (le mie sono nulle ndr) pc in uso 3 (fisso+notebook+netbook) s.o. winxp, vista, 7; software originale 0 e si vanta di avere copiato office2007 anche se molti a cui manda documenti gli rispondono che hanno problemi ad aprirli, bene questo continua a ripetere che Mac è migliore perchè costa di più e perchè tutti dicono che è migliore...quello che voglio cercare di trasmettere è che si è vero che non ci sono attimi strumenti scolastici per apprendere, ma è pur vero che pochi fanno qualcosa per imparare...
Questo è del tutto vero...ma l'apprendimento va incoraggiato,sostenuto...non tutti purtroppo siamo destinati a diventare dei piccoli Einsten...ma anche la piccola curiosità può farci crescere...la mia constatazione si basa sul fatto che lo studio è un investimento sul futuro molto spesso mal sostenuto e per niente incoraggiato...

Ad esempio conosco diverse persone che hanno difficoltà nel poter acquistare un pc...specie in un momento di crisi come questo...anche un semplice netbook per loro è una spesa esorbitante...

Altre (specie fuori sede) usufruiscono di internet solo all'interno della facoltà col wifi perchè le spese di affitto e alloggio sono esorbitanti...

Gli incentivi fanno ridere...

Ricollegandomi al discorso iniziale secondo me il problema è degno di nota e in parte è dovuto alla presenza di un forte Digital Divide nel nostro Paese.
http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_divide
Ultima modifica di albertoo il sabato 14 agosto 2010, 12:23, modificato 1 volta in totale.
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LiNuX@To
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da LiNuX@To »

volevo segnalarvi che si sta discutendo di questo anche nella Socialbox di pollycoke

Riporto parte del mio commento anche qui:

Non è un caso che una lamentela del genere sia sorta sul forum di Ubuntu. Perché questa è la distro più diffusa.
Ora, la massima diffusione, in questo senso, porterà ad amplificare il divario tra quelli che contribuiscono alla comunità e quelli che lo usano e basta. Ovvero: più persone lo usano =! più persone contribuiscono.

Se prima linux era usato da 10 mila persone, essendo molto difficile, coloro che lo usavano erano persone con un certo livello tecnico, e se lo usavano voleva dire che condividevano la filosofia dietro. Quindi di queste 10 mila persone è molto probabile che 9 mila contribuissero e formassero parte della comunità.

Ora succede che il numero di utenti si è quintuplicato. Ma questo è successo perché Gnu/linux è diventato sempre più semplice. Ora le percentuali sono opposte, la maggioranza lo usa e basta e la minoranza contribuisce e lo usa. Di 10 milioni di utenti, solo 1 milione appartiene alla comunità.

Una ”via di uscita”, a mio parere, è cercare di portare linux nelle scuole. Per portarlo nelle case di tutti esistono le aziende. Inutile che ci sia gente che fa pubblicità gratuita a Canonical e poi si lamenti che nessuno contribuisce alla comunità. Non vi rendete conto che il motivo per cui la comunità è piccola è perché ubuntu è sempre più ”user-friendly”? Bisogna farsene una ragione.

Ma io vorrei chiarire che non ho niente contro il fatto che Gnu/linux sia per tutti. È solo che bisognerebbe affrontare l’argomento con un po’ di criterio.

Se vi interessa approfondire ne ho scritto anche qui: http://tinyurl.com/39nk5eg


EDIT:

aggiungo una piccola cosa, ha ragione Stallman quando in una intervista gli domandano se non crede che Ubuntu sia un software chiave per arrivare a una gran quantità di utenti, lui rispose così:

"È che forse quel che importa non è arrivare in qualunque modo alla maggioranza, l’importante è arrivare con le idee del software libero, mi interessa l’idea di condividere, di proteggere la privacy. Ubuntu non aiuta alla gente a apprezzare la sua libertà. Loro avrebbero potuto aiutare il movimento ma non l’hanno fatto.unque modo alla maggioranza, l’importante è arrivare con le idee del software libero, mi interessa l’idea di condividere, di proteggere la privacy. Ubuntu non aiuta alla gente a apprezzare la sua libertà. Loro avrebbero potuto aiutare il movimento ma non l’hanno fatto."

lo so che queste cose possono sembrare un po’ polemiche ma vi chiedo di ragionare, si sta parlando di ”comunità”, Stallman in questo senso è il creatore di tutto questo. Se lo dice lui ci sarà un motivo. Se uno diffonde il software libero facendogli apprezzare la libertà del software è un conto. Se uno lo diffonde solo perché è meglio di windows, perché è l’alternativa ecc allora non ci siamo, allora non ti lamentare se poi la gente passa a ubuntu ma non contribuisce. Non è tenuta a farlo.
Quando Stallman dice che Canonical avrebbe potuto aiutare al movimento intende questo, secondo me.
Ultima modifica di LiNuX@To il sabato 14 agosto 2010, 13:31, modificato 1 volta in totale.
Nella Tana del Coniglio l'entrata è gratis, l'uscita non tanto.
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"Questo oscuro sistema" trollogia su Ubuntu: Dove ha sbagliato Canonical, Alcuni tra i tanti sbagli di Shuttleworth e Ma cos'è sto Ubuntu in fin dei conti
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da Ikitt »

il_muflone ha scritto: l'Italia sembra un mercato che chiede soltanto ma non offre nulla, questo spiega i tuoi 5 € di ricavi su 8000 downloads. Onestamente non ho una risposta, cerco costantemente di spingere la gente qui a segnalare bugs ma non lo fanno perché non sanno l'inglese
Quoto sentitamente. Parole, pontificazioni, lamentazioni e anche insulti, in gran copia. Contributi concreti (anche solo bug report) no. Mai. Sia mai.
Bugzilla, del resto, e` un bello scoglio .

Se sono anche io un fanfarone che fa parte di quella risma o meno, lo scoprira` il lettore navigato.

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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da albertoo »

LiNuX@To ha scritto:
Una ”via di uscita”, a mio parere, è cercare di portare linux nelle scuole.
Buona idea ma mancano i presupposti politici purtroppo...se ne discute sempre...come tanti altri temi che riguardano il nostro Paese...

ma come tanti altri problemi non si risolve...ci sono interessi molto grandi in gioco...e la nostra classe politica di ultra-sessantenni è troppo "impegnata" a fare altro.... :'(

Edit: ho letto il tuo link...in parte la tua idea si realizza quando nelle scuole e nelle Università si organizzano convegni ( meglio se con docenti, presidi e autorità)....nella P.A. è già più difficile!!! I posti con cui si entra nella P.A. non premia il merito ma il voto al potente di turno...spesso chi ti parla non sa neanche come funzioni un PC...figuriamoci Linux...quando ho proposto Ubuntu per abbattere i costi nel mio piccolo Paese ( Marino-RM ) erano tra lo stupito e l'annoiato...ti sembra di rimbalzare su un muro di gomma...

L'unica speranza sarebbe di partire dal basso...dai più piccoli!!! E sperare che con la loro crescita si acquisisca un pò di conoscenza...per questo cerco di consigliarlo a tutti...poi una volta "provato" sei tu a scegliere...puoi anche tenerti Vista,mac osx o quello che vuoi...MA IO TI HO FATTO CONOSCERE UN'ALTERNATIVA!
Ultima modifica di albertoo il sabato 14 agosto 2010, 13:55, modificato 1 volta in totale.
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da il_muflone »

anche tutto questo è tipicamente italiano.
spostare l'attenzione dei problemi sulla classe politica e sugli istituti pubblici.

non ho mai amato essere popolare per cui non ho alcun problema a riproporvi la domanda del sondaggio, pronto a essere mandato a fan**** con una bella pagina ricca di contributi e impegni personali:

albertoo qual è il tuo contributo alla comunità open source?
Ikitt qual è il tuo contributo?
LiNuX@To ?

in rigoroso ordine cronologico, non posso nominare tutti per ovvie ragioni ma la questione è rivolta a ogni persona individualmente. le cause non sono da ricercarsi soltanto nelle figure istituzionali ma nelle persone fisiche che non intendono e non credono di doversi impegnare.
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da fez vrasta »

io uso ubuntu da diversi anni e purtroppo non ho avuto molte occasioni per aiutare il mondo open sources, muflone se cerchi qualcuno per fare lavori grafici però contattami :D (magari non ora che sono al mare e non ho il fisso su cui lavorare)

effettivamente do contributi all'open sources solo creando skin e sfondi fotografici per os linux  :-[

Comunque credo che se va così male il lavoro è per la poca pubblicità, ormai al giorno d'oggi vale piu come ti presenti che la qualità in se del prodotto.
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da Ikitt »

il_muflone ha scritto: non ho mai amato essere popolare per cui non ho alcun problema a riproporvi la domanda del sondaggio, pronto a essere mandato a fan**** con una bella pagina ricca di contributi e impegni personali:

Ikitt qual è il tuo contributo?
Neanche io, per cui ho risposto per PM.
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da il_muflone »

fez vrasta ha scritto:muflone se cerchi qualcuno per fare lavori grafici però contattami :D
questo non e` un topic per le mie richieste di collaborazione, a dirla tutta per il momento sono a posto (grazie al prezioso contributo di Danielsan).

E' invece una richiesta di presa di posizione dei membri di questo forum e iniziare a fare qualcosa per il mondo open invece di aspettare che siano sempre gli altri a fare tutto.

ne ho appena vista una di poco fa nella sezione gruppo forum, un utente lamenta che una pagina del wiki non e` aggiornata e andrebbe riscritta. e` cosi` che funziona qui, sono sempre gli altri a fare il lavoro e il 99% sfruttano questa piccolissima parte.
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da fez vrasta »

magari non ha le capacità per riscrivere la pagina, non si puo pensare che tutti siano in grado di fare quello di cui avrebbero bisogno
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da il_muflone »

ciascuno puo` fare quel che sa fare, il wiki e` fatto di parole, non servono tecnologie.

se leggi un punto che secondo te non e` corretto, ti iscrivi al wiki e lo rettifichi personalmente, bisogna esprimere niente di piu` che un discorso in lingua italiana.
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da albertoo »

Premetto che non sono un programmatore ma solo un appassionato...

Sono entrato nel mondo Linux da circa un paio d'anni e in Ubuntu da 1...per quanto mi è possibile cerco di promuovere l'open-source in tutte le sedi....prendo parte a tutti i convegni che si organizzano a "La Sapienza" a Roma...

Lo installo a gratis a chiunque ne faccia richiesta (amici, amici di amici, parenti e per ora un'autosalone). Preciso Linux e non Ubuntu in quanto prima di procedere all'installazione cerco di capire l'hardware che ho di fronte e le richieste di chi mi sta davanti. Per ora ho provato e installato le principali: Opensuse, fedora, debian, ubuntu, kubuntu, lubuntu, mint,ecc....spesso effettuo prove da live per insegnare le basi: come si installa un programma, dove cercarlo, configurare l'email, creare home separata e perchè,ecc...

Ho iniziato a imparare le basi della programmazione C,c++ e spero un giorno non troppo lontano di fare delle mie cosette...

Entro nel forum praticamente tutti i giorni (questo e quello di mint italia) e dove mi è possibile (se ritengo di poter aiutare magari con un problema da me riscontrato) do indicazioni, link di guide che ho seguito,ecc...

Spero in un futuro prossimo di fare molto di più...


P.s. tengo a precisare che le mie considerazioni sulle istituzioni non vogliono essere una giustificazione a tutto...però è evidente come certi problemi hanno radici di vecchia data e derivano anche da fattori culturali
Ultima modifica di albertoo il sabato 14 agosto 2010, 14:14, modificato 1 volta in totale.
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fez vrasta
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Re: Rapporti tra comunità e aziende open source.

Messaggio da fez vrasta »

anche io faccio queste cose  ;D
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