Attenzione, quella fondazione è un escamotage. E lo dico senza polemiche, perché semplicemente è congelata. È fatta nel caso Canonical andasse in rovina, ha stanziati un milione di dollari o una somma che le garantisca restare in vita. Ma tutti i guadagni ora come ora vanno a Canonical. È proprio scritto in quella pagina di wikipedia:Wilson ha scritto: Canonical è una società, ma Ubuntu è una fondazione: http://en.wikipedia.org/wiki/Ubuntu_Foundation
E la comunità di Ubuntu non è Canonical, molte figure importanti non sono dipendenti di Canonical.
Canonical è il principale agente dello sviluppo di Ubuntu ed è guidata dal capo della comunità (il titolo preciso è "autoproclamato benevolo dittatore a vita"), quindi i legami sono forti e sicuramente le sue esigenze commerciali sono e saranno importanti nelle scelte fatte nello sviluppo, ma non esclusive.
Direi che il rapporto Canonical - Ubuntu è meno stretto di quello Sun - Openoffice e Openoffice, pur cambiando nome, non è mica stato distrutto dall'arrivo di Oracle
Insomma: come facciamo sempre notare che Ubuntu != GNU/Linux dovremmo anche notare che Canonical != Ubuntu (pur sapendo bene quali e quento forti siano i legami)
Anch'io sono d'accordo nel scindere Ubuntu (la sua comunità) da Canonical. Ma non posso fare a meno di notare come la comunità di ubuntu sia subalterna e soggetta a tutto quel che decide Canonical, e questa è una condizione che non si verifica - non a questi livelli - in comunità di altre distro. È per questo che il senso di "comunità" in Ubuntu piano piano va scemando.Although it was originally announced that the Ubuntu Foundation would employ core members of the Ubuntu community[2] as of 2008, the Foundation remains dormant.
Tanto per fare un esempio, quando iniziai a lamentarmi delle azioni di Canonical, anche quelle piccole come chiamare grafici privati e creare un team chiuso per sviluppare la grafica, mi risposero che un un Motu italiano aveva fatto una richiesta a Canonical perché questa includesse per lo meno un rappresentante dei developers della comunità nei team privati. Al giorno d'oggi non si è fatto niente. Anzi, da quel che ne so esiste un team di Natty, pagato da Canonical, che ha priorità nel gestire i pacchetti. Soltanto dopo arrivano ai MOTU della comunità. Ecco, queste cose uccidono lo spirito di Gnu/linux. Non si può dire che tutto ciò sia in piena sintonia con il free software.
Per non essere frainteso, il significato della parola "ubuntu" esiste e come. È un concetto filosofico africano e risale a prima della rivoluzione di mandella. Dunque, proprio perché quel termine è stato utilizzato da Mandella, ed ha in se una forte idea intrinseca di "democrazia", ritengo che la parola non si addica per niente alla distro. Forse si alla sua comunità, ma se è per questo allora ci sono altre distro con più spirito di ubuntu. Purtroppo Canonical usa quel concetto filosofico soltanto per marketing, e ci riesce in pieno.maegras ha scritto:Il problema si Canonical è proprio il suo ordinamento societario.LiNuX@To ha scritto: Chapeau, la penso anch'io così. Tranne sul fatto che Canonical possa fare la fine di Novell. Nei piani di Shuttleworth non credo ci sia la volontà di vendere la sua creatura.
Fosse stata una fondazione saremmo stati apposto, ma essendo una società si rischia. Per il momento (fortunatamente) non è quotata in borsa ma se un domani lo facesse, beh, non ci vuole un genio dell'economia a capire che potrebbe essere ambita da molte società, in primis Google e Microsoft.
Non sono daccordo su questa cosa, ma sono daccordo sul fatto che, essendo una società, agirà secondo le logiche del mercato, e non secondo le logiche della comunità.LiNuX@To ha scritto: ma abbiamo già constatato che il suo significato è soltanto puro marketing.
Ora, io penso che tutto questo c'entri con il topic. Dopotutto, pensateci bene: Chi ha avviato questa mania e bisogno di portare Gnu/Linux nelle case di tutti? Shuttleworth e il suo bug numero 1.
Peccato però, che quello che vuole Canonical è portare soltanto "la sua distro" nelle case di tutti. GNU/Linux se lo sono scordati assieme alla sua filosofia non appena si sono resi conto che per diventare popolari in fretta bisogna puntare tutto su altre cose. Sotto questo punto di vista ha ancora ragione Stallman quando fa capire che se il messaggio del Free Software non passa è inutile portare gnu/linux nei pc di tutti.
Se volete approfondire vi lascio una intervista a stallman: http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=139135
EDIT= suggeritomi da MrMars qui sotto

