Duetto ha scritto:
Cmq io trovo che questo sia un grosso grosso problema, cercare di andare incontro di più a gente che non sa neanche cosa sia piuttosto che ascoltare quello che gli utenti, la comunità, ha da dire..
Vedi, io vorrei un po' vedere queste elezioni democratiche per scegliere fino all'ultima voce di menù, fino alla posizione dell'ultimo bottoncino e la sfumatura del colore dello sfondo desktop, in modo da accontentare tutti gli elementi di una intera comunità.
Faccio presente che GNOME Shell ha di un botto apportato queste modifiche di default:
* Tolte le icone dal desktop
* Tolti i pulsanti sula barra delle finestre escluso quello di chiusura
* Disabilitato di default il clic sul touchpad
* Barra delle applicazioni nascosta di default
* Dover eseguire diversi passi per raggiungere il menù delle applicazioni
* Bottone per spengere il pc attivabile tenendo premuto "ALT" (o forse un altro tasto)
LO HANNO DECISO GLI UTENTI ?!?!?!?!?
Ci sono state consultazioni con l'intera comunità? NO!!!
Ed è anche
normale, perché i progetti sono strutturati con dei team, ognuno con la sua mansione. Quindi ad un certo punto qualcuno prenderà le decisioni per quello che riguarda le impostazioni di default.
In GNOME Shell sono state apportate modifiche moooolto più pesanti rispetto Unity. Eppure il putiferio che si scatena contro Ubuntu se decide di muovere giusto un'icona non si vede. Forse ogni più piccolo pretesto per scaricare fortuitamente valanghe di letame su Ubuntu torna comodo? Parrebbe di si.
L'andazzo che vedo da un po' di tempo, non solo in questo topic, è di questo genere:
- se nasce una distribuzione sulla base di una già esistente, è il circolo virtuoso del software libero che si compie.
* Ubuntu è basata su Debian?!! SACRILEGIO!!! Hanno osato sfruttare il lavoro altrui.
- se qualcuno usa software esistenti per elaborarne modifiche, è il circolo virtuoso del software libero che si compie.
* Ubuntu ha osato creare delle personalizzazioni?!! È UN CRIMINE CONTRO L'UMANITÀ!!! Il codice deve rimane puro intatto fino alla fine dei tempi così come lo crea l'esclusivo proprietario.
Per non parlare dei soldi che Canonical dovrebbe investire negli altri progetti.
Quale è la cifra base da destinare ad altri progetti perché sia considerata etica l'attività di una distribuzione? E soprattutto devo dedurre che, prendendo per es. la lista delle distribuzioni di distrowaatch, tutte le distro esclusa Ubuntu versino regolarmente il congruo compenso al progetto GNOME o agli sviluppatori del kernel?
Anche perché nessuno si scaglia contro le altre.
Per non parlare il modello che Canonical dovrebbe perseguire: identico a quello Novel e RedHat.
Però se il modello di queste due è così perfetto, perché l'espansione di Linux sul desktop è arrivato solo con l'arrivo di Ubuntu ?!?!?!?!? È strano dato che segue il modello sbagliato.
Castore1977 ha scritto:
Ubuntu ha il merito di aver, per seconda (la prima è stata Mandrake, ma con risultati oggettivamente meno importanti) cercato di creare un ambiente desktop semplice da installare e configurare.
Ne aggiungo uno che sfugge immancabilmente in ogni discussione.
Ubuntu ha portato come nessun'altra distribuzione prima una quantità gigantesca di persone comuni (
non necessariamente tecnici) ad accorgersi dell'ecosistema del software libero e
partecipare. Sono tante le persone che mai si sarebbero sognate di segnalare bug, tradurre programmi, scrivere documentazione.
Scusate, ma sono mesi che leggo 'ste cose.... e lascio correre dei dolori dei power user che con Unity hanno perso la conoscenza del clic di destro del maus e patiscono le pene dell'inferno perché le finestre tremolanti non funzionano più bene.
Ciao