Citare il sempreverde "e la marmotta confeziona la cioccolata". Sarebbe bello se succedesse ma non è quasi mai così.jeremie2 [url=https://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4991379#p4991379][img]https://forum.ubuntu-it.org/images/icons/icona-cita.gif[/img][/url] ha scritto:Se si passa a nuovo sistema, lo si dovrebbe fare sempre con cognizione di causa, avendone testate le caratteristiche in precedenza (almeno tramite live, meglio in una partizione di prova).
E mi può pure star bene, però vorrei capire come piffero si fa a considerare sostenibile un metodo di sviluppo (non rilascio) agile quando per la pacchettizzazione debian manco esiste qualcosa di simile a presto che fa diventare i rilasci frequenti un bell'overhead di trasferimento. Va bene che ci sono mirror e i torrent per le iso, ma... gli update dopo bisogna scaricarseli di santo http.jeremie2 [url=https://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4991379#p4991379][img]https://forum.ubuntu-it.org/images/icons/icona-cita.gif[/img][/url] ha scritto:Rilasci molto ravvicinati di un progetto software rientrano nei metodi di sviluppo agili che prevedono uno sviluppo per piccoli passi per ogni singola release. Ubuntu è stata fra i primi ad adottare questo tipo di sviluppo. Ora sono numerosi i progetti software che rilasciano nuove versioni con grande frequenza.
Quindi secondo me fare release di sviluppo ogni 6 mesi supportate per 9 fa comodo ad Canonical (risparmia 9 mesi di mantenimento) ma fa dannare l'utenza, generando una serie di problematiche sensibili se si parte con quella versione. E generando tanto traffico in più
In sintesi: il doppio canale LTS+ non LTS dal lato utente da tutti gli svantaggi di una a rilasci pianificati senza i vantaggi di una rolling.
Se non usi LTS...
Edit: ho appena visto che qualcosa è stato pensato, con il nome "debdelta".
http://debdelta.debian.net/
Qualcuno sa che fine ha fatto?
