woddy68 ha scritto: ↑giovedì 13 luglio 2023, 14:44
frapox ha scritto: ↑mercoledì 12 luglio 2023, 22:30
woddy68 ha scritto: ↑mercoledì 12 luglio 2023, 22:16
A me pare una mera mossa speculativa, atta a prendersi i clienti del concorrente, per poi farli migrare (gradualmente) a SLES
Questo mi sembra ovvio, ma non solo ... oggi sembra sia importante in questo settore essere molto dinamici, SUSE ha visto un'opportunità nel proprio business e lo hanno colto.
SUSE ha una lunga storia nel potenziare e supportare gli utenti con ambienti Linux misti.
https://www.suse.com/news/SUSE-Preserve ... ise-Linux/
Quello che non è né ovvio né chiaro è tutto il resto però. Che ne sarà di "RHEL forkata"? Che futuro può avere nelle mani di Suse? Che convenienza può avere passare dal fornitore A al fornitore B?
Stanti i comunicati e post ufficiali linkati prima, non vedo nessun vantaggio per un cliente a passare da CentOS a Suse. Di certo non è per preservare la "libertà" che una banca o un agenzia statale passerebbe dal cappello rosso al geco, ma al massimo per tariffe più vantaggiose.
Mi sembra che sia scritto che sarà mantenuta, da qualche parte è specificato anche per quanti anni.
Nel comunicato c'è scritto solo che verra mantenuta
per qualche anno e che verranno investiti 10 mln$,
ma poi?? Non è dato sapere. Quindi è lecito supporre che sia un fork con la data di scadenza, e poi un cliente venga spinto a passare a SLES. Pagare per pagare, è solo un rimandare l'inevitabile.
Che convenienza può avere passare dal fornitore A al fornitore B?
Molto probabilmente ci sono aziende che usano sia RH che SUSE e preferirebbero un unico fornitore di assistenza, così è nata Liberty
Ma io infatti non ho parlato di scenari misti, ma di uno che abbia CentOS in EOL o RHEL. Non avrebbe alcun vantaggio a fare questo passaggio.
Poi ok, l'assistenza magari non piace o le tariffe sono troppo alte, ma questo esula completamente dal contesto del presente thread.
oppure a qualche cliente non piace il supporto offerto da RH, ma è solo una mia ipotesi, tuttavia se lo fanno è perché ci hanno visto un business.
Non mi interessa cosa può averci visto Suse (è ovvio che se fa un investimento è perché è nel suo interesse farlo), ma quello che può vederci un cliente di CentOS o RHEL, visto che il thread tratta di questi.
Non penso che a un cliente RHEL freghi assolutamente nulla del fatto che i sorgenti non siano più disponibili pubblicamente e visto che Suse sta facendo leva su questo fatto mi pare lecito farmi queste domande.
Al cliente RHEL interessa solo l'affidabilità del suo sistema e per questo è disposto a pagare. Quello che usa CentOS per non pagare potrà anche passare alla derivata non ufficiale di RHEL by Suse ma presto o tardi si ritroverà nella stessa situazione di oggi, visto che questa derivata dovrebbe avere una scadenza (anche se non specificata).
Quindi in conclusione l'unica cosa sensata che mi pare sia emersa è che il fork di RHEL di Suse servirà solo a portarsi un po' di clienti nella sua "sfera di influenza" per poi probabilmente convincerli a passare a SLES, quando non si sa. Non mi pare ci siano altri scenari probabili. In poche parole: è solo una mossa di marketing di un vendor contro un altro.
