Dilemma bicornuto

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borgio3

Dilemma bicornuto

Messaggio da borgio3 »

Nei forum su Linux si discute ciclicamente sul futuro di Linux stesso, sulla sopravvivenza delle distro e sull'eterna lotta tra Linux e quell'altro per la "conquista" del mercato.
Domande ataviche, ridondanti, riciclate e soprattutto inutili.
Per un misterioso gioco della nostra fallibile natura, non riusciamo a concepire nulla che non sia legato al mercato, laddove la parola "mercato" assume i deleteri, rapaci significati di "sopravvento", "egemonia", "leadership", "rivincita", "conquista".
Sfugge del tutto il significato di "mercato" inteso come "scambio" che può non includere forzatamente i concetti di "guadagno", "profitto", "marketing".
Per imprecisate ragioni si gioca sul dilemma bicornuto : libertà/profitto-conquista
che è un dilemma insolubile.
Se c'è libertà non è previsto l'uso di strumenti coercitivi come "denaro" o "conquista" che non sono coercitivi in se o antitetici al concetto di libertà, ma il passo tra il loro uso libero e il loro impiego a fini di limitazione della altrui libertà, è fin troppo breve.
Se c'è profitto-conquista-leadership, ci sono spesso i concetti di induzione, appropriazione, accumulo che sono quasi sempre antitetici al concetto di libertà.

Linux è espressione stessa di libertà/comunità e molti suoi utenti sono stati avvinti proprio da ciò.
Allora perchè si contiua a discutere sul futuro di Linux nell'ottica di "leadership", "conquista", "rivincita"?
Non sarebbe più semplice offrire (e non imporre o indurre a scegliere) Linux e il suo metodo, piuttosto che sperare nella sua ipotetica rivincita sull'altro sistema operativo?
C'è chi teme la scomparsa di questa o quella distribuzione. Ma è il ciclo delle cose!
Io ritengo che se ciò dovesse accadere è possibile che dovesse andare proprio così e che l'esercizio della libera scelta, possa determinare eventi del genere.
Più che la scomparsa della tal distro, mi intristisce di più il pensiero che quella tal distro dovesse essere accettata da tutti! Significherebbe la fine del concetto stesso di Linux, libero software per libere persone!
Se Linux dovesse mai diventare quello che oggi è quell'altro, sceglierei quell'altro.
Ma chi l'ha detto che Linux debba essere per tutti?
Non può darsi invece che Linux possa essere per tutti?
Dove c'è dovere c'è obbligo, costrizione, coercizione, mentre dove c'è potere c'è libertà (di esercitare quel potere o no).
Invece di discutere se Linux debba essere o no per tutti, discutiamo invece se Linux possa essere o no per tutti.
Allo stato attuale, con le centinaia di distribuzioni disponibili e secondo le mie impressioni di assiduo frequentatore di Linux, il medesimo può essere effettivamente per tutti, ma la questione è se tutti possono essere (accettare, capire, accogliere) per Linux.
Allo stato attuale, stante la rincorsa al rimbambimento dell'utenza ed alla valutazione esclusiva del potere commerciale dell'informatica, tutti non sono e non possono essere per Linux. E' triste doverlo ammettere, ma è un dato di fatto.
Non si tratta di stabilire se Linux possa essere o no facile da usare, ma se l'utente voglia o meno, mettersi a valutare qualcosa di diverso da quello che è abituato ad usare.
Come dice il vecchio detto?
"Se Maometto non va alla montagna ...
... si vede che sta bene al mare!"

Ciao Ciao :-)
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