Underpass ha scritto:
Checkinstall, l'unica volta che l'ho provato, non ha funzionato per niente
Però, da qui a proporre un cambio nella gestione dei pacchetti...
Si tratta soltanto di un esempio per dire come simili strumenti possano aiutare, in certe circostanze ma un ripensamento completo, nelle fondamenta, ci starebbe proprio bene. IMHO.
Bandiera_Tricolore ha scritto:
schnauzer ha scritto:
il futuro sta nel diminuire i tipi di pacchetti, non di aumentarli. Il mio sogno è un unico tipo di deb o rpm per tutti (non un deb per ubuntu, uno per mephis, uno per debian....)
Se linux vuole imporsi anche agli ochi del mondo proprietario deve uniformare questa cosa. Ad esempio, se Autodesk vuole fare una versione linux di autocad per chi la fa? Per ubuntu? Per debian? o per fedora? Dovrebbe farla con un pacchetto linux unico, come per windows esiste un exe unico.
Invece siamo qui a discutere ancora dopo 15 anni se è meglio deb o rpm...
OT: Potrebbe fare come ad esempio fa Google Earth, con un eseguibile autoinstallante :-\
Appunto.
Non comprendo questa gara ad aggiungere un insieme di funzionalità anziché andare nella direzione della radicale semplificazione.
L'idea di un nuovo formato deriva dalla considerazione dei profondi cambiamenti che andrebbero fatti nei presistenti, talmente profondi da rendere più semplice crearne un'altro, dato che Ubuntu è una forte distribuzione Linux potrebbe tracciare la strada per gli altri.
brozz87 ha scritto:
stesso discorso andrebbe fatto allora per gnome&kde o fluxbox o e17... abbiamo 10 tipi diversi di desktop manager. Usiamone solo 1 cavolo! ci sono le gtk e le qt.
Quali usare? Questo è il problema anche
Qui non sono d'accordo perché la possibilità di usare diverse interfacce è una richezza, non uno svantaggio, in quanto permette di usare, a seconda del proprio hardware o, perché no, dei propri gusti, ambienti diversi in sistemi diversi.
Gnome e Kde si contendono di già la maggior parte del mercato in ambito grafico tuttavia le altre interfacce grafiche continuano ad essere utili in particolari circostanze.
Ho la sgradevole sensazione che questi temi siano una sorta di tabù ma mi domando come si possa essere soddisfatti di impiegare del tempo nel creare pacchetti, cosa più o meno complessa a seconda dell'applicativo, anziché ad usare i pacchetti. Dato che la procedura in questione non è immediata mi sembra evidente che siano necessari grossi miglioramenti.
Nel frattempo magari potrebbe essere d'aiuto realizzare pacchetti in cui ogni applicativo viene installato in una propria directory (anziché essere sparso per tutto il file system).
Ciao Ale
Nota:
Le mie critiche vogliono essere uno stimolo a migliorare Linux ed a mettere in discussione ogni aspetto, non importa quanto sia "consolidato" nel tempo, del resto non mi paiono idee "rivoluzionarie".